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Piante preistoriche
Inviato da Redazione GI il 06-10-2011 14:51
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Dalla Preistoria fino a oggi le piante hanno condizionato lo sviluppo di ogni forma di vita sul nostro pianeta, esercitando nei millenni una grande influenza sul progresso dell’umanità, che sin dall’Età della pietra ricavava una parte importante dell’alimentazione dalla raccolta di specie selvatiche, in seguito ‘addomesticate’ grazie all’avvento dell’agricoltura, e che dalla natura otteneva il legno per il fuoco, le abitazioni e gli strumenti, oltre alle fibre per corde e vestiti e le essenze medicinali.


Fossili viventi

La lenta evoluzione del manto vegetale che caratterizza varie parti della terra è il risultato di vari processi. Un ruolo essenziale è affidato, oltre al meccanismo biologico di riproduzione, alle diverse strategie di adattamento delle piante agli influssi della fauna e dei fattori locali, come la temperatura, la composizione dell’aria, il contenuto d’acqua e di sostanze nutritive del terreno: tutti elementi in continua trasformazione. È possibile accertare l’evoluzione del paesaggio e della flora sulla base dei ritrovamenti fossili di polline, foglie, legno, conservati negli strati geologici, dove l’assenza di ossigeno (iniziatore del processo di decomposizione) ne ha rispettato le sembianze durante la graduale trasformazione del fango in pietra.

Alcune specie, identificate dalla paleobotanica come già esistenti oltre 200 milioni di anni fa, hanno dimostrato la sorprendente capacità di adeguarsi agli sconvolgimenti del pianeta mantenendo a tutt’oggi la stessa configurazione che le caratterizzava nell’epoca preistorica. Il patrimonio fossile australiano dimostra per esempio che durante il periodo Giurassico (190 milioni di anni fa) le specie vegetali dominanti erano cicadi, Ginkgo, varie conifere e felci, compresa quella arborea (Dicksonia anctartica), che sono tuttora immutate e si possono considerare veri e propri ‘fossili viventi’ in quanto contemporanei dei dinosauri.


Le piante più antiche

Le cicadi appartengono all’ordine dei Cycadales, l’unico della classe Cycadopsida, che comprende tre famiglie suddivise in 11 generi, composti da circa 300 specie. È un ordine molto antico, il più primitivo tra le gimnosperme (specie che producono frutti a cono, come il pino), comparso sulla terra nel Carbonifero, circa 250-280 milioni di anni fa e che raggiunse la massima diversificazione nell’era mesozoica, 150 milioni di anni fa, all’epoca dei dinosauri, quando era presente in tutto il mondo e costituiva una grossa componente della vegetazione terrestre e della dieta di molti erbivori. Fossili di cicadi sono stati trovati in Alaska, Britannia, Groenlandia, Siberia e Antartide.

Allo stato spontaneo queste piante sono oggi confinate in aree delimitate di regioni tropicali e subtropicali e l’attuale distribuzione sembra essere legata, almeno in parte, alla deriva continentale occorsa tra 50 e 250 milioni di anni fa, che ha favorito la selezione genetica dei differenti generi in seguito all’isolamento geografico. Si è a lungo ritenuto che l'impollinazione delle Cycadaceae fosse legata al vento (impollinazione anemofila), ma studi recenti hanno dimostrato che nella Cycas revoluta l’impollinazione avviene anche tramite insetti (entomofila). In natura la propagazione avviene principalmente tramite diffusione del seme, rivestito da uno strato carnoso di colori vivaci che attira diversi animali a cui è affidata la dispersione; in alcune specie, quali la Cycas rumphii, il trasporto può avvenire anche per galleggiamento in acqua. È possibile inoltre la propagazione tramite polloni, che produce esemplari con lo stesso sesso della pianta madre. E per la propagazione di specie rare e minacciate, oggi sono oggetto di studio le colture tissutali, effettuate in laboratori specializzati. La maggior parte delle cicadi ha una crescita lenta e raggiunge la maturità sessuale dopo i 15-20 anni di vita. Questo tipo di sviluppo è vantaggioso negli spazi urbani o limitati, dove un accrescimento contenuto ne facilita l’utilizzo.

Le esigenze di base sono buon drenaggio e terreno fertile, leggermente alcalino, in posizioni protette o climi temperati, al sole. Un tempo costosi per la scarsa disponibilità degli esemplari, protetti in natura e compresi nelle liste Cites (Convention on international trade of endangered species), oggi, grazie a tecniche di riproduzione diversificate vari generi di cicadi sono reperibili in commercio, tra cui, oltre alla più nota Cycas revoluta, si distinguono Zamia, Encephalartos, Macrozamia e Lepidozamia, che prediligono habitat differenti, prevalentemente in prossimità delle coste, con terreni sabbioso-calcarei sempre ben drenati.


La curiosità

Le piante di Omero

Omero nell’Iliade e nell’Odissea menziona circa 60 specie già esistenti prima del periodo minoico. Eccole:


Αίγειρος - Populus nigra

κανθα - Cardopathium corymbosum

κυλος - Quercus ilex

μπελος - Vitis vinifera

ρκευθος - Juniperus oxycedrus

σφόδελος - Asphodelus microcarpus

Βάτος - Rubus fruticosus

άφνη - Laurus nobilis

όναξ - Arundo donax

ρύς - Quercus aegilops

λαίτη - Olea europaea

λάτη - Abies cephalonica

ρέβινθος - Cicer aretinus

τέη - Salix alba

Κλήθρη - Alnus glutinosa

Κρανείτη - Comus mas

Κρόκος - Crocus sativus

Κρόμυον - Allium cepa

Κύαμος - Vicia faba

Κυπάρισσος - Cupressus sempervirens

Κύπειρον - Cyperus rotundus

Λείριον - Lilium candidum

Λίνον - Linum usitatissimum

Λύγος - Vitex agnus castus

Λωτός - Nymphaea alba

Μελίη - Fraxinus exelsior

Μήκων - Papaver rhoeas

Μυρίκη - Tamarix parviflora

Νηπενθές - Papaver somniferum

Πλατάνιστος - Platanus orientalis

Πτελέη - Ulmus campestris

Πύξος - Buxus sempervirens

Σέλινον - Apium graveolens

Σπάρτον - Spartium junceum

Συκή - Ficus carica (nella foto)

Σχοίνος - Pistacia lentiscus

άκινθος - Hyacinthus orientalis

Φηγός - Quercus aegilops

Φυλίη - Phillyrea media

(tratto da “Le piante preistoriche”, di L.Ferrari, n.10, 2009)

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