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Oleandri ancora in fiore a settembre
Inviato da Elena Tibiletti il 22-09-2010 20:27
Oleandri_terrazza

Oggi, 22 settembre, è l'ultimo giorno d'estate e i miei oleandri sono ancora in fiore, non una fioritura copiosa come in luglio, ma numerose sono ancora le corolle che occhieggiano tra le foglie affusolate. Non era mai successo negli ultimi 10 anni: in genere la fioritura si attenuava già a metà agosto, soprattutto sulle varietà a fiore semplice, più precoci nel cominciare e altrettanto a smettere, per svanire del tutto a metà settembre, con le ultime corolle delle varietà doppie.

E sì che le premesse non erano state buone: nello scorso, terribile inverno di gelo e di neve, con temperature crollate a –13 °C e nevicate abbondanti e frequenti, ambedue fatti anomali per la Pianura Padana, gli oleandri avevano sofferto enormemente. Non le piante piccole, riparate contro il muro soleggiato e parzialmente protette dal tetto, bensì i due esemplari grandi.

Con gli ultimi inverni non particolarmente gelidi avevo abbandonato ogni genere di protezione su queste due piante alte oltre due metri e coltivate in vaso: niente più fasciatura del vaso con gommapiuma, né legatura dei rami e conseguente cappuccio di tessuto non tessuto. Ogni primavera riprendevano pimpanti a vegetare, scrollandosi velocemente di dosso le poche foglie ingiallite.

Lo scorso inverno è bastato lasciare sul fogliame 20 cm di neve per 10 ore e la frittata era fatta: quasi tutte le foglie si sono seccate per metà, rimanendo attaccate ai rami, i quali hanno in buona parte seccato gli apici. In marzo, dopo l'ultima nevicata, pensavo addirittura che non si salvassero...

Allo scoccare della primavera, prima che si avviasse la ripresa vegetativa, ho deciso per una terapia intensiva di salvataggio: primo, il trapianto in un vaso molto più grande, con buon terriccio nuovo e fertile; secondo, dopo 15 giorni, concimazioni una volta al mese con un prodotto a lenta cessione specifico per piante da fiore; terzo, una potatura mirata all'eliminazione di tutti gli apici secchi; quarto, mai far mancare l'acqua a partire dai primi caldi.

Già a fine aprile i rami si erano ricoperti di foglioline, scaturite dalle gemme dormienti poste in basso, che entrano in azione quando gli apici vengono danneggiati. Ne ho lasciate una buona parte, visto che erano piante ormai spoglie sui fusti: così si sono rinfoltite naturalmente.

Pensavo che l'abbondante produzione di foglie andasse a scapito della fioritura: infatti, fino a fine maggio solo qualche bocciolo ma niente fiori, al contrario del normale; forse anche a causa della primavera particolarmente fredda e piovosa. E invece, dalla metà di giugno è stata una lenta progressione, che ha portato a una bella fioritura (non eccezionale, vista la batosta invernale) in luglio e a un proseguimento ininterrotto fino a ora... e il trend non pare interrompersi...

Il fenomeno insolito mi fa molto piacere, ma spero vivamente che l'inverno prossimo sia più clemente. In ogni caso, mi premurerò di avvolgere i vasi con non tessuto o altro materiale "caldo", stringere i rami con un filo di rafia, avvolgere la chioma con un cappuccio di non tessuto e, soprattutto, scuotere l'eventuale neve che dovesse depositarsi sui rami!

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