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Grandine, un vero flagello per le piante
Inviato da Elena Tibiletti il 11-09-2010 22:15
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Che disastro! Una grandinata con chicchi grandi come palline da ping-pong è un vero disastro per le piante!

Giovedì pomeriggio, mentre ero a Padova, impegnata al Flormart, la maggiore manifestazione italiana di florovivaismo, quella dove noi professionisti vediamo in anteprima le piante e i prodotti che saranno in vendita la prossima primavera, sulla mia città (o meglio, sul mio quartiere) è grandinato per 15 minuti.

La sera, di ritorno a casa, alla luce fioca dei lampioni, ho solo potuto raccogliere un bel po' di foglie e rametti miseramente lastricati sulla pavimentazione.

Ieri, venerdì, sono stata impegnata fuori casa per lavoro tutto il giorno.

Oggi, sabato, finalmente ho potuto constatare i danni, in una bella giornata di sole, quando ormai tutto si era asciugato e le ferite parzialmente cicatrizzate (la situazione ottimale: guai ad avere fretta e procedere alla potatura appena il temporale se n'è andato, perché si propagano eventuali malattie fungine e non si ha chiara la mappa dei danni).

Fortunatamente le piante grasse a forma di palla sono rimaste indenni: sui loro tessuti un'eventuale cicatrice non sparisce mai più. Indenni anche le dipladenie e gli oleandri, ambedue dalle foglie ben coriacee. E' andata peggio alle calancoe, le cui foglie sono state sfrangiate, proprio come quelle dei gerani, della plumbago, delle plumerie e delle belle di notte. Le più colpite, come sempre sono state petunie e surfinie, alle quali, oltre ai rami, sono saltati via anche i bocci: per fortuna il loro ciclo vitale è ancora lungo e, con un minimo di tepore, si possono ancora riempire di fiori.

Tristemente, ho passato tutta la mattina a tagliare: rametti semi-spezzati, tutte le foglie lacerate (meglio defogliare la pianta dandole modo di produrre nuove lamine, piuttosto che lasciare brandelli che non sono più in grado di effettuare la fotosintesi), tutti i fiori rovinati.

Certo, proprio ora che le mie amate piante si stavano riprendendo dallo stress estivo e ricominciavano a produrre boccioli, la grandinata è stata una vera disdetta. D'altronde non è facile prevenirne la caduta: se il cielo si fa giallo, appena prima del temporale, si possono mettere in salvo i singoli vasi al coperto, oppure si può stendere un telo di plastica pesante, da fissare molto bene intorno alle piante, in modo che non voli via con il vento impetuoso.

Meglio di tutto ciò sarebbe poter creare un telaio di ferro, sovrastante la terrazza o il balcone, su cui stendere ogni anno, da maggio a ottobre, il telo antigrandine, ma non sempre un sistema del genere è attuabile.

E allora, al termine delle potature (dalle quali peraltro ho ricavato numerose talee), ho inserito le pastiglie di concime a lenta cessione nel terriccio ancora inzuppato e ho spronato le mie adorate piante a produrre ancora una bella cascata di fiori, prima che la stagione finisca!

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