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Peperomia: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 05-10-2011 13:30
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Il genere Peperomia proviene dalle foreste tropicali dell’America centro-meridionale e dell’Asia e comprende circa un migliaio di specie, fra le quali una decina viene coltivata come piante ornamentali da interni, grazie al bel fogliame. Le foglie sono opposte, alterne o raggruppate, di forma e dimensioni variabili da una specie all’altra, di consistenza più o meno carnosa, glabre o pelose, a volte variegate o con scanalature. I fiori, piccolissimi, di colore giallo o bianco, sono riuniti in spighe, che possono essere erette oppure arricciate come un codino. Fra le specie più note ci sono P. argyreia (= P. sandersii), con foglie argento e verdi, P. caperata, con foglie a cuore color verde scuro profondamente solcate, P. magnoliaefolia, con foglie carnose verde smeraldo, P. obtusifolia, con foglie verdi e rosse.Il nome deriva dalla sua somiglianza con la pianta del pepe (dal greco peperi, pepe e omos, simile), con cui condivide anche l’appartenenza alla medesima famiglia.

 

Come coltivarla

Posizione: desidera molta luce, ma senza raggi diretti del sole. Se c’è poca luce gli internodi si allungano e le variegature fogliari scompaiono. Datele un terriccio leggero e poroso, ottenuto con terra di foglie e torba in parti uguali con una parte di sabbia. Il vaso ideale è in plastica, di diametro di 12 cm per pianta alta 20 cm, anche in ciotole riunendo più esemplari, o comunque in vasi poco profondi perché ha un apparato radicale poco sviluppato. Per lo stesso motivo il rinvaso si esegue ogni 2-3 anni.

Temperatura: non sopporta temperature inferiori ai 15 °C. Teme le correnti d’aria fredda in inverno.

Acqua: regolare, ma non abbondante, in primaveraestate (curate bene il drenaggio), poca in autunnoinverno. Gradisce vaporizzazioni bi-trisettimanali tutto l’anno.

Concimazione: da maggio a settembre con metà dose di un prodotto liquido per piante verdi nell’acqua d’irrigazione, ogni tre settimane.

 

Pro e contro

Poco ingombrante: se la quantità di luce è adeguata, le peperomie rimangono piante compatte e di bassa statura. Inoltre, avendo un apparato radicale poco sviluppato, non hanno bisogno di vasi grandi, né di rinvasi ogni anno: basta trapiantarle ogni due-tre anni.

Mai banale: dieci sono le speciecoltivate, a cui si aggiungono le varietà che sono state da esse ricavate. Se volete, potete creare una piccola collezione di peperomie, perché sono talmente diverse l’una dall’altra da non sembrare nemmeno imparentate.

Immutabile: difficilmente le peperomie fioriscono in ambiente domestico. Quindi mantengono il medesimo aspetto per tutto l’anno, dando l’impressione di essere... “finte”.

 

Moltiplicarla è semplice

Le peperomie si possono riprodurre fra aprile e agosto, per talea di foglia o di fusto. La talea di foglia si effettua su P. argyreia, P. caperata e P. hederifolia: prelevate foglie sane, munite di picciolo e infiggete quest’ultimo, non molto in profondità, in una miscela di torba e sabbia. La talea di fusto, utile per P. magnoliaefolia, P. obtusifolia e P. scandens, consiste nel prelevare fusti di 10 cm di lunghezza, dotati di foglie; anch’essi vanno posti nella stessa miscela di substrato. I vasetti vanno mantenuti quasi al buio e a una temperatura di 18-21 °C. Il substrato deve rimanere sempre leggermente umido. La radicazione avviene in un paio di mesi: le nuove piantine emetteranno nuove foglioline. Dopo un paio di settimane dalla radicazione, le piantine possono essere trapiantate ciascuna in un vasetto.

 

Malattie, parassiti e rimedi utili

1. Se le foglie appassiscono senza essersi prima seccate e poi cadono, la pianta sta soffrendo per il freddo: ponetela in una stanza più calda. Se, oltre a perdere le foglie, l’intera pianta tende ad appassire, probabilmente avrà anche le radici ormai marce: è stata innaffiata troppo oppure il drenaggio non è sufficiente. Se le radici sono già marcite, non c’è più nulla da fare; in caso contrario trapiantate la pianta togliendo il terriccio bagnato e sostituendolo con nuova terra asciutta.

2. Se sulle foglie notate piccoli fiocchetti bianchi, allungati, pelosi, che si muovono, sono le cocciniglie cotonose. Aumentate l’umidità ponendo nel sottovaso uno strato di ghiaia da mantenere coperto con un dito d’acqua. Combattete gli insetti con un prodotto insetticida anticocciniglia, spruzzandolo anche alla base della pianta, scostando delicatamente il fogliame.

3. Se le foglie si scolorano e prendono un aspetto bronzeo e se si notano sottili ragnatele tese nel fogliame, è un attacco di ragnetto rosso. Intervenite immediatamente con un insetticida acaricida, ripetendo il trattamento dopo 10 giorni. Aumentate l’umidità vaporizzando ogni giorno la pianta e ponendo nel sottovaso uno strato di argilla espansa con un dito d’acqua. Se le foglie presentano macchie secche a contorno irregolare, sono le bruciature provocate dai raggi solari: spostate la pianta fuori dalla portata del sole.

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