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Vivere nella giungla
Inviato da Redazione GI il 25-06-2010 20:06
Ibisco

L’ultima decade ha registrato una prolungata riduzione delle precipitazioni e un incremento significativo delle temperature medie. Molti esperti sono concordi nel considerare questi fattori come indice della relativa ‘tropicalizzazione’ dei territori centro settentrionali dei continenti. Queste previsioni indubbiamente allarmanti, che prospettano per l’Italia una sempre maggiore difficoltà nel sostenere il giardino durante estati sempre più lunghe e asciutte, propongono nel futuro più prossimo alcune allettanti novità: consentendo di coltivare specie non rustiche dove prima non si poteva.

Un approccio equilibrato

Per esempio piante che provengono da luoghi temperati o tropicali. Poiché non tutte le specie d’importazione superano facilmente l’inverno, chi desidera creare atmosfere esotiche può realizzare una struttura permanente con specie di provata affidabilità e inserirvi esemplari più delicati da riparare in serra durante la stagione fredda. Si ricorda che l’utilizzo in massa di piante dal sapore esotico si addice a contesti circoscritti: giardini e cortili urbani, dove la regola fondamentale dell’affinità con il paesaggio è meno rilevante.

L'importanza della struttura

Gli ingredienti estetici essenziali per una giungla domestica sono: fogliami grandi, rigogliosi o dalla forma architettonica, svariate tonalità di verde, che costituiscono circa tre quarti dell’impianto, macchie di fioriture generose o con fiori prominenti in colori vividi e contrastanti. Nella gamma dei sempreverdi si distinguono i bambù: devono però essere selezionati con cautela perché molte specie sono troppo invadenti. In piena terra sono da privilegiare le forme più contenute, preferibilmente con steli grandi molto decorativi, come Phyllostachys sulphurea var. viridis, o perché colorati come P. aurea (giallo arancio) o P. nigra (nero ebano).

Palme per la giungla urbana

Tutte le palme sono tradizionalmente rappresentative della flora esotica e dei climi temperati. Ne esistono moltissime specie ma le più resistenti rimangono Trachycarpus fortunei e Chamaerops humilis. Trachycarpus fortunei presenta la tipica formazione a tronco che dopo il consolidamento iniziale può accrescersi di 30 cm l’anno con concimazioni e irrigazioni regolari e raggiungere anche 12 m. Sopporta temperature fino a –15, a riparo dai venti. La Chamaerops, spontanea in varie regioni italiane e quasi altrettanto rustica, è simile nell’aspetto ma produce tronchi multipli di minori dimensioni, allargandosi invece a ventaglio. Phoenix canariensis, la vera palma da dattero, è consigliabile solo nelle regioni temperate; Fatsia japonica rimane preziosa per le grandi foglie palmate, lucide e verde medio e produce una fioritura bianca seguita da bacche nere ornamentali. Phormium tenax, dal notevole fogliame in diverse colorazioni crea efficaci punti focali e ottimo contrasto di trama. Strelitzia reginae si distingue per infiorescenze splendide, ma va ritirata in serra fredda.

Look tropicale con felci e banani

Caduca invece è la spettacolare felce arborea, Dicksonia antartica, di gran moda negli ultimi anni per i tronchi fibrosi e le lunghe fronde eleganti, finemente ricamate. Come tutte le felci preferisce la mezz’ombra: piantandone vari esemplari di diversa altezza si ottiene la perfetta illusione della foresta tropicale. Richiede umidità costante e copertura invernale con paglia o con le proprie foglie ripiegate sul cespo alla sommità del tronco. Al sole invece prosperano i banani, che sono forse le piante da giardino dall’aspetto più esotico: il più noto è Musa basjoo. Diventa un esemplare imponente, con lunghe foglie verde chiaro che si allargano a ventaglio. Un’altra specie con buone probabilità di sopravvivere all’impianto in piena terra è Musa sikkimensis. Le Colocasia sono tuberi commestibili nei paesi asiatici, comunemente detti ‘orecchie di elefante’ per le grandi dimensioni delle fronde cuoriformi, quasi nere nella varietà C. esculenta ‘Black Magic’. Insolito ma altrettanto vigoroso Hedychium densiflorum, uno zenzero ornamentale da rizoma che produce d’estate bellissime spighe fiorifere color arancio.

Complementi per il giardino esotico

Oltre ai tradizionali arbusti ornamentali non rustici, come Hibiscus e Brugmansia, che se ben nutriti fioriscono tutta l’estate persino in vaso, tutte le piante da appartamento beneficiano di ‘vacanze’ all’aperto nei mesi estivi e possono contribuire egregiamente al tema esotico. Il contenitore si può interrare nelle bordure oppure posizionare strategicamente per costituire punti focali, anche rivestendoli di iuta o altri materiali decorativi. Al rientro in casa sarà però opportuna una disinfestazione del terriccio per eliminare possibili parassiti.

Molte specie annuali sono un complemento ideale ai fogliami permanenti. Ricinus communis offre veloce accrescimento e diversità di forma e colore, Amaranthus hybridus ‘Intense Purple’ e A. paniculatus ‘Marvel Bronze’ creano impatto grazie al colore porpora-bronzo delle foglie e alle insolite spighe fiorifere rosso vino, tappezzante ideale è il Solenostemon. Abbinatelo a nasturzi in colori speciali, come Tropaeolum majus ‘Empress of India’ (fiori rossi, fogliame glauco), ‘Mahogany Jewel’ (mogano), ‘Cherry Rose’ (rosa carico), ‘Milkmaid’ (quasi bianco).

Alcuni rampicanti sempreverdi di veloce accrescimento (Passiflora caerulea e Clematis armandii), oppure caduchi (Campsis radicans, Parthenocissus henryana e Akebia quinata) sono di effetto nei grandi spazi se utilizzati come tappezzanti alla base di specie arbustive e arboree a cui tendono ad aggrapparsi ricreando l’impressione delle liane tropicali.

L’aggiunta di rampicanti annuali si dimostra più semplice nei piccoli giardini o cortili: la rapidità di sviluppo diventa anche in questo caso la chiave di lettura nell’eseguire la selezione. Tra le migliori Cobea scandens, Asarina purpusii, Mina lobata, Eccremocarpus scaber, Phaseolus caracalla e Ipomea tricolor, da piantare alla base di arbusti, in piena terra o in vaso.

I segreti della giungla

• Piantate questi esemplari a distanze più ridotte rispetto a quelle normalmente indicate dai manuali. Ciò favorisce risultati più convincenti perché la sovrabbondanza di piante in stretta prossimità è caratteristica delle foreste tropicali.

• Dal punto di vista della buona coltivazione i requisiti fondamentali sono terreno fertile con approvvigionamento idrico abbondante e regolare per sostenere fogliami rigogliosi e fioriture generose. Per alcune specie è necessario un leggero ombreggiamento che può essere fornito da alberi e arbusti rustici o anche da edifici circostanti.

• Oltre a generose irrigazioni per tutta la stagione sarà necessario provvedere alla distribuzione di dosi regolari di fertilizzante a intervalli costanti, perché queste piante consumano grandi quantità di entrambe. Maggiore è la densità d’impianto e il vigore delle piante e maggiore sarà la richiesta di acqua e sostanze nutritive.

• Se avete previsto una bordura ampia lasciate un piccolo camminamento, anche semplicemente formato da pietre squadrate, per permettere l’accesso e la manutenzione.

• Asportate regolarmente le fioriture appassite e le grandi foglie disperse da esemplari arborei (Paulownia, Pseudopanax, Brugmansia, banani), soprattutto se coriacee (Magnolia, Fatsia), che cadendo si accumulano sulla chioma di arbusti o tappezzanti sottostanti.

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