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Rosmarino: coltivazione e raccolta
Inviato da Iacopo Leardini il 26-05-2010 19:06
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Piante aromatiche: Rosmarino

Nome scientifico: Rosmarinus officinalis

Famiglia: Lamiacee o Labiate

 

 

Com’è fatto: arbusto sempreverde, alto 20-140 cm, con fusti legnosi molto ramificati, foglie coriacee prive di picciolo, corte e strette, quasi aghiformi; fiorisce dalla primavera all'autunno con minuti fiori azzurro-lilla, sessili lungo i rami. Le specie e varietà sono circa una trentina, inclusa quella prostrata, con valore quasi esclusivamente ornamentale.

 

Dove si coltiva: in piena terra fino alla Val Padana, dove richiede una posizione soleggiata e riparata; in vaso sulle Alpi e sull’alto Appennino.

 

Come si coltiva: in vaso di plastica del diametro minimo di 20 cm. Preferisce un terreno calcareo misto a sabbia, ma si adatta anche alla terra argillosa; il drenaggio deve essere sempre perfetto. Durante la bella stagione, in vaso necessita di irrigazioni regolari e abbondanti, più scarse in piena terra. Gradisce una concimazione autunnale con un prodotto organico. Si riproduce per talea, da prelevare in maggio-luglio e da porre in un vasetto con torba e sabbia. Non richiede potature, dannose anzi se effettuate troppo basse. In inverno tollera fino a –3 °C non prolungati; il vaso va riparato in cantina o altro luogo fresco. La posizione deve essere ovunque ben illuminata dal sole per gran parte della giornata; resiste al freddo proteggendone la base. Teme molto i ristagni idrici che portano ai marciumi radicali.

 

Riproduzione: la pianta di rosmarino si riproduce facilmente per talea. Questo metodo fornisce dopo breve tempo piante vigorose e con un buon apparato radicale a differenza della riproduzione per seme che è lunga e difficile.
I rametti, lunghi 15 centimetri circa, vengono prelevati dalle piante madri a inizio primavera o a fine estate e posti a dimora in terreno umido per 7-8 centimetri, già entro i due mesi successivi dovrebbe avvenire la radicazione.

Terreno e clima: il rosmarino è una specie pioniera, rustica e molto resistente ma alcuni accorgimenti possono farci ottenere piante migliori e più profumate. In particolare il consiglio è quello di scegliere un terreno calcareo misto a sabbia e collocare l’arbusto in posizione ben soleggiata e riparata.

 

Cure colturali e raccolta: come tutte le piante mediterranee resiste bene alla siccità e non richiede eccessive irrigazioni se non al momento del trapianto o nei periodi più siccitosi.
È bene aspettare un periodo di circa un anno prima di raccogliere i primi rametti che andranno sfalciati in sommità a circa 30 centimetri da terra in modo da ottenere le parti più tenere della pianta e favorire la sua ripresa vegetativa. Le cime possono essere raccolte in qualunque periodo dell’anno anche se in estate saranno molto più aromatiche a causa del sole e del caldo mentre in primavera si possono usare i fiori che hanno le stesse proprietà delle foglie.

 

Come si usa in cucina: molto apprezzato nel bacino del Mediterraneo, dove si utilizza per neutralizzare l'oleosità e i grassi delle carni di agnello e maiale. Il rametto intero funge da pennello per ungere carni e pesci da cuocere alla griglia. In forno profuma il pesce, il pollo e le patate. Ricopre la pizza con le patate e la focaccia ligure, con o senza olive. In coppia con la salvia, rende più digeribili i legumi, mentre con l'aglio tritato è un ingrediente indispensabile per le marinate. Entra anche tra i dolci, alleggerendo il toscano castagnaccio. L'abitudine di utilizzare olio e aceto aromatizzati con rosmarino disinfetta lo stomaco e l'intestino. Chi non sopporta le foglioline sparse nel piatto può tritarle finemente, o avvolgerle in un sacchettino di garza, o utilizzare la polvere già pronta.

 

Come si usa in cosmesi: il rosmarino è utile per molti rimedi naturali. Contro le caviglie gonfie bollite per 10 minuti 60 g di foglie secche in tre litri d'acqua salata con 20 g di sale marino, filtrate, lasciate intiepidire, tenetevi piedi e caviglie immerse per 10 minuti, sciacquate con acqua fredda e distendetevi per 10 minuti con le gambe rialzate. Per un bagno tonificante appendete sotto il getto dell'acqua bollente un sacchetto di cotone con 100 g di foglie fresche. Contro la pelle grassa lasciate in infusione 40 g di fiori secchi in un litro d'acqua bollente per 10 minuti, filtrate e fate raffreddare, pulite la pelle con un batuffolo di ovatta 3 volte a settimana. Contro le rughe infondete per 10 minuti 50 g di fiori secchi in un litro d'acqua bollente, applicate per 10 minuti delle compresse imbevute della tisana filtrata e raffreddata. Contro la forfora mescolate parti uguali di sale fino e di foglie secche tritate, frizionate il cuoio capelluto due volte a settimana, spazzolate bene.

 

Altri usi: per allontanare gli insetti in estate circondatevi di piantine o ciuffetti freschi, o spalmatevi con l'olio essenziale. Appeso nell'armadio in un sacchettino di tela sottile scaccia le tarme.

 

Curiosità: nel Rinascimento serviva ad allontanare la peste, perché era uno dei componenti (assieme a timo, salvia, lavanda, aglio, ruta e canfora) dell'aceto dei quattro ladroni, una mistura con cui si disinfettavano coloro che depredavano le case degli appestati e gli stessi cadaveri, risultando, grazie a essa, immuni dal contagio.

 

Per saperne ancora di più sulle enormi potenzialità terapeutiche del rosmarino rimandiamo a Rimedi naturali: il rosmarino, dalla coltivazione ai prodotti cosmetici naturali

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