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Coltivazione orto, come irrigare
Inviato da Caterina La Grotteria il 13-05-2010 17:49
Irrigazione orto_apert

L’acqua è assolutamente indispensabile per le piante da orto, che hanno radici superficiali: ne devono assorbire moltissima, soprattutto se si desiderano ortaggi teneri e a crescita veloce. Se l’acqua scarseggia, le verdure saranno dure, fibrose, o farinose e asciutte. Dunque, se non piove a sufficienza, l’acqua va fornita con l’irrigazione, secondo regole precise.

Quando bagnare

Bagnate verso sera o al mattino presto, quando la terra non è calda, per evitare shock termici. Irrigando la sera, le piante rimangono fresche per tutta la notte e affrontano meglio la calura del girono successivo. In primavera e in autunno è invece meglio bagnare la mattina, non troppo presto. Molto dipende anche dalla temperatura dell’acqua a disposizione: se è di pozzo o di acquedotto sarà fredda e quindi è meglio bagnare di notte o la mattina presto; se è di botte sarà a temperatura ambiente e quindi è perfetta per l’irrigazione pomeridiana e serale.

Su terreni sabbiosi, che non trattengono l’acqua, meglio bagnare poco e spesso; su quelli pesanti e argillosi si può distanziare l’intervento fino a 5-6 giorni, se non fa caldo. L’importante è osservare le piante, che vi segnaleranno quando hanno bisogno d’acqua. Da evitare l’alternanza di irrigazione e siccità, deleteria per la produzione.

Meglio l’infiltrazione laterale

È consuetudine distribuire l’acqua mediante il getto della canna o tramite irrigatori a pioggia collocati in prossimità dell’orto. Non è però un’abitudine consigliabile, perché in questo modo si bagna il fogliame delle piantine, esponendole più facilmente alle malattie fungine; inoltre l’acqua caduta sulle foglie non viene utilizzata dalle radici, perché si asciuga prima di raggiungere il terreno.

La modalità di somministrazione migliore è l’infiltrazione laterale: si riempiono d’acqua, mediante la canna o l’irrigazione per aspersione (con ugelli che lasciano uscire un piccolo getto d’acqua che va a bagnare solo il terreno nei pressi delle piante) i solchi ai lati dei quali sono coltivati gli ortaggi.

In alternativa è consigliabile anche la subirrigazione, da praticare con la manichetta (tubo di plastica preforato) disposta in prossimità del piede delle piantine, lungo ogni fila, o con un impianto di irrigazione a goccia, avendo l’accortezza di posizionare l’ugello in prossimità del pied di ogni singola pianta.

Quale acqua usare?

L’acqua di piccoli corsi d’acqua, se non inquinata da scarichi vari, può essere adatta all’irrigazione. Le acque di pozzo da falde superficiali sono anch’esse utilizzabili, previa analisi chimica per evitare contaminazioni batteriche anche pericolose. Le acque di pozzi profondi sono di solito fredde e ricche di sali e sarebbe meglio lasciarle decantare in grandi vasche coperte. Le acque contenenti più dell’1% di sali minerali o solfuro o solfato di ferro non sono utilizzabili per l’irrigazione. Le acque potabili in genere contengono molto cloro, nocivo alle piante da orto, così come il sodio che si utilizza per addolcirle negli impianti domestici.

Guarda i nostri video tutorial sugli impianti di irrigazione a goccia:

 

 

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