Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
il frutto
Gi
Coltivazione fragole, consigli e qualche varietà
Inviato da Redazione GI il 31-03-2010 14:17
Fragole_f1_9240f389

La coltivazione delle fragole è facile anche per chi è alle prime armi: la pianta è rustica e seguendo pochi consigli può essere coltivata in tutta Italia dal livello del mare fino a oltre 1000 metri di altitudine.

Predilige temperature comprese fra 20 e 25 °C, condizioni di moderata ventosità e buona esposizione al sole. Nel periodo invernale presenta ottima tolleranza alle basse temperature, mentre in fase di fioritura è particolarmente sensibile ai ritorni di freddo, causa principale di aborti fiorali e produzione di frutti deformi.

Non richiede l’uso di prodotti chimici e assicura, a lungo, una buona produttività. Gli unici due fattori di rischio sono il terreno calcareo, che può causare problemi di clorosi, e le temperature estreme, dal gelo alle brinate fino al caldo eccessivo.

Buona è l'adattabilità al terreno, che deve comunque garantire un buon drenaggio (sono a rischio i suoli argillosi o compatti non adeguatamente sistemati), discreta fertilità e pH compreso tra 5,5 e 7.

L'impianto
Coltivare le fragole richiede una preparazione del terreno piuttosto accurata. Si effettua una vangatura profonda 20-30 cm, seguita dall'affinatura e dal livellamento del letto di coltivazione, necessari per predisporre la pacciamatura e facilitare il trapianto. La sistemazione a prode dell'impianto, con file poste a un'altezza di 15-35 cm rispetto al piano di coltivazione, consente un buono smaltimento delle acque in eccesso e migliora l'arieggiamento delle piante, meno soggette così all'attacco di marciumi.

Al momento delle lavorazioni si può somministrare concime organico, come letame maturo o compost o altri ammendanti organici. I concimi minerali vanno distribuiti parte all'impianto e parte in copertura.

Nelle rotazioni colturali la fragola segue normalmente altre colture ortive, come le Leguminose (pisello, fagiolino ecc.), mentre è sconsigliato l'avvicendamento a Solanacee (peperone, melanzana, pomodoro ecc.) e la monosuccessione, causa sovente di stentato sviluppo vegetativo e mortalità delle piante. Si può consociare a diversi ortaggi, come spinaci, cavoli e lattuga.

 

Il trapianto
È consigliabile l'utilizzo di materiale "certificato sano", reperibile presso vivaisti o centri di vendita specializzati, evitando l'impiego di piante autoprodotte da stoloni, a maggiore rischio fitosanitario. Dalla Val Padana in su i trapianti si svolgono a luglio, mentre nel Centro-Sud la messa a dimora avviene in agosto-settembre. È importante evitare trapianti troppo profondi, causa di marciumi del colletto, e assicurare una buona copertura dell'apparato radicale.

 

La coltivazione
L'impiego della pacciamatura, effettuata utilizzando teli di PET nero, consente un miglior controllo delle infestanti. In prossimità della maturazione, per facilitare la raccolta ed evitare il contatto dei frutti con il terreno, si può procedere alla distribuzione tra le file di paglia trinciata.

Nella fase post-trapianto, le irrigazioni si effettuano per aspersione a pioggia con turni molto ravvicinati. Superata la crisi, l'irrigazione può avvenire per infiltrazione laterale in base al fabbisogno.

Alla fine dell'inverno e al momento della ripresa vegetativa si elimina la vecchia vegetazione, possibile fonte di infezioni fungine o parassitarie.

 

La difesa
Particolarmente pericolosi sono gli attacchi di muffa grigia, un fungo patogeno che manifesta la sua azione a carico di fiori e frutti, e trova ideali condizioni di sviluppo in presenza di elevate umidità ambientali. Si controlla adottando ampi sesti d'impianto, utilizzando varietà tolleranti e curando l'arieggiamento dei tunnel. Nell’orto si possono approntare semplici strutture protettive nei confronti della pioggia.

L'oidio è una crittogama assai diffusa in serra. La scelta di varietà tolleranti e, nei casi più gravi, l'applicazione di prodotti specifici a bassa persistenza come lo zolfo costituiscono una buona difesa nei confronti del patogeno.

La comparsa di fitofagi come afidi o cicaline può essere controllata utilizzando estratto di piretro.

 

Le migliori varietà
Oggi esistono sul mercato più di 600 qualità di fragole, che maturano dalla primavera fino a tutta l'estate assicurando un continuo rifornimento alle nostre tavole. Le varietà più coltivate in Italia fanno capo a due specie: la Fragaria vesca, cioé la “fragolina di bosco” che cresce allo stato spontaneo, e la Fragaria x ananassa. Tra le prime, le più diffuse sono la “Regina delle Valli” e la “Alpina”, gustose e profumatissime. Tra quelle a frutto grande, nelle regioni settentrionali sono consigliabili la “Miss” (precoce), la “Onda” e la “Marmolada” (intermedie), la “Idea” (tardiva), la “Addie” (unifera) e la “Selva” (rifiorente); per il meridione “Pajaro”, “Camarosa”, “Chandler”, “Tethis” e “Parras”.

 

Alcune curiosità
Le varietà di fragola si suddividono in unifere, che danno frutti grossi una sola volta l’anno, e rifiorenti, che producono frutti più piccoli dalla primavera fino all'autunno.

La fragola selvatica, o fragolina di bosco, originaria dell'Europa e della Siberia, cresce nei boschi, nelle radure e nei luoghi erbosi, fino a 1800 m di altezza. Viene coltivata soprattutto in Trentino e il periodo di raccolta va da giugno a settembre. È estremamente profumata e aromatica, ottima anche per insaporire piatti di carne.

 

Ecco il nostro video tutorial su come coltivare le fragole in vaso:

E il video tutorial per la propaggine delle fragole:



CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA