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Un bosco in giardino
Inviato da Redazione GI il 09-03-2010 19:16
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È abbellita da un giardino in vasca, ovvero contenuto da muri in cemento armato e posto ad un livello più alto del piano stradale, dunque un po’ più difficile da mantenere rispetto ad un giardino tradizionale.

A nord, dove c’è l’ingresso, l’area esterna si sviluppa sopra la copertura del box; mentre per le porzioni ad est e a sud il giardino si realizza su terrapieno contenuto. Il soggiorno dell’abitazione è rivolto a sud in diretto contatto con un patio di grandi dimensioni quale soggiorno all’aperto.

La costruzione si colloca nell’area geografica a Nord di Milano e l’idea che caratterizza il giardino è quella di creare un piccolo bosco. Ecco allora che il perimetro viene organizzato con un insieme di carpini (Carpinus betulus), tipica pianta che trova il suo habitat ideale nelle Prealpi.

All’interno del piccolo giardino (circa 250 mq.) trovano posto diverse sedute realizzate con vecchie lastre in pietra recuperate nella zona. Queste vengono utilizzate anche per alcuni camminamenti secondari in netta contrapposizione con il percorso principale, che collega la zona anteriore con quella posteriore ed è realizzato con lastre di cemento posate su massetto in calcestruzzo.

Nel suo insieme, il giardino risulta così fortemente caratterizzato da una geometrizzazione compositiva, stemperata dal rigoglio della vegetazione. Il verde, oltre ad una marcata distribuzione giocata su un piano dominante (con piante di prima e seconda grandezza) e un piano dominato (con erbacee ed arbusti tappezzanti), si caratterizza anche per alcune singolari presenze rampicanti su pilastri, pergola e murature. Questi rampicanti risultano di rilevante impatto in ragione del loro rigoglio: rose (R. banksiae Lutea ed Alboplena, R. chinensis Mutabilis, R. Mermaid, R. bracteata Macartney, R. filipes Kiftsgate), clematide sempreverde (Clematis armandii Snowdrift), glicine (Wisteria sinensis Alba), rincospermi (Rhyncospermum jasminoides, R. j. Variegatus e R. j. angustifolia), che impreziosiscono il giardino con le loro cospicue, delicate e profumate fioriture che si susseguono in tempi successivi (fioriture scalari).

All’interno del boschetto di carpini trovano posto anche altre piante tra cui una gleditsia (Gleditschia triachantos Sunburst), due aceri (Acer platanoides Crimson King e Acer platanoides Drummondii), un pero (Pyrus calleryana Chanticleer), una parrotia (Parrotia persica): tutte alberature rigorosamente a foglia caduca.

Le dimensioni ridotte del giardino impongono una piantagione ravvicinata all’edificio, ecco perché la scelta di sole latifoglie, che sono piante spoglianti che permettono alla luce di entrare nei mesi invernali e che durante i mesi estivi creano ombreggiamento e frescura.

Al piede delle alberature si inseriscono arbusti quali viburni (Viburnum tinus, V.t.variegatum e Viburnum x pragense), abelie (Abelia grandiflora e Abelia Edward Goucher), eleagni (Elaeagnus pungens Maculata aurea ed Elaeagnus x ebbingei) e, inoltre, erbacee tappezzanti quali geranei (Geranium sanguineum e Geranium boiocovo), lonicere (Lonicera pileata e lonicera nitida mossgreen), edere (Hedera Marginata Elegantissima ed Hedera colchica) ed ancora muscari, pachisandre ed epimedium.

Il giardino assume caratteristiche diverse di stagione in stagione e questa diversità fatta di fioriture scalari, profumi suadenti e colorazioni del fogliame fa sì che si possa godere di un sottile e raffinato piacere durante tutta l’intera annata.

Progetto di Roberto Seveso e Roberta Schiatti, architetti

Articolo pubblicato su Giardinaggio 3/2010

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