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Il frutteto biologico più sapore, più salute
Inviato da Redazione GI il 02-03-2010 17:28
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Fino a pochi anni fa, erano in molti a pensare che senza trattamenti di fitofarmaci, il raccolto sarebbe andato perso. Ma ora che la produzione biologica ha raggiunto la grande distribuzione, l’idea di coltivare un frutteto domestico con metodi integralmente biologici comincia davvero a prendere piede. Ed è anche molto più facile trovare i materiali giusti per questo tipo di coltura: dai prodotti di cura in confezioni per uso hobbistico, ai terricci e concimi di natura organica.

 

La scelta delle varietà

Se state pensando a un frutteto familiare da gestire con metodi bio, il primo passo è quello di preparare il terreno mirando alla salvaguardia della fertilità, con apporti di concimi e ammendanti organici di tipo biologico e di terriccio da compost, naturale e ricco di humus.

Quanto alle varietà da scegliere, potete rivolgervi alle varietà di frutti antichi, che potranno essere facilmente allevate con metodi rispettosi dell’ambiente, anche perché meno sensibili a malattie e parassiti. Informatevi sulle varietà del vostro territorio: è il modo migliore per organizzare un frutteto che ai sapori particolari possa accostare un’esigenza di interventi davvero contenuta.

Un altro aspetto da considerare è quello di rispettare il terreno mantenendolo coperto da manto erboso, per conservarne l’umidità, favorirne il consolidamento (fondamentale per i terreni collinari) e incoraggiare nel suolo una ricca presenza di forme di vita che contribuiscono alla conservazione della fertilità naturale.

Difendere le piante rispettando l’ambiente

Chi opta per la coltivazione biologica non deve necessariamente evitare qualunque tipo di trattamento: esistono norme che stabiliscono i prodotti ammessi in agricoltura biologica e i periodi di intervento. Le regole da rispettare esistono comunque anche se si utilizzano antiparassitari biologici, che possono comunque essere tossici per insetti utili: mai trattare durante la fioritura; sospendere i trattamenti prima del raccolto; effettuare la somministrazione rispettando le dosi consigliate e assumendo le opportune cautele di protezione personale; la zona trattata non va frequentata per almeno 48 ore.

Una caratteristica fondamentale del frutteto biologico è la biodiversità: specie da frutto diverse, e una ricca scelta di arbusti (autoctoni), con fioriture distribuite nell’arco dell’anno, aiutano a conservare la presenza di insetti impollinatori, indispensabili per il loro lavoro di trasporto del polline da un fiore all’altro per ottenere un ricco raccolto. E questa biodiversità si trasforma anche in bellezza.

Le soluzioni per proteggere il frutteto

Piretro naturale, piretrine: si tratta di sostanze estratte dai fiori di piretro, un tipo di margherita che contiene principi attivi molto efficaci per la lotta agli afidi, lepidotteri, tingidi ecc.

Olio minerale raffinato: è un prodotto liquido emulsionabile che svolge una difesa utile contro le uova e le forme adulte di insetti; spesso usato durante il periodo invernale ma, grazie alla sua ridotta fitotossicità può essere impiegato anche in primavera-estate, se il clima non è troppo caldo. Efficace contro cocciniglie, afidi, tignole, mosche della frutta, iceria ecc.

Zolfo puro micronizzato: ben noto a chi si occupa di agricoltura bio, questa sostanza trova impiego per il controllo dell’oidio dei fruttiferi e della vite, e il contenimento di altre malattie di origine fungina (ticchiolatura, ruggine, corineo) e di alcune specie di acari.

Solfato di rame: si tratta di un metallo dalle forti capacità di difesa contro le malattie crittogamiche come ticchiolatura, bolla, monilia, corineo, cancro dei rametti, mal secco e allupatura degli agrumi, malattie dell’olivo come l’occhio di pavone.

Poltiglia bordolese: sempre a base di rame, è un antico ed efficace sistema di cura delle malattie fungine (peronospora, bolla, sclerotinia, cancri, ticchiolatura...)

Lotta biologica con lancio di predatori naturali: in alcuni casi è possibile effettuare la lotta utilizzando insetti che sono a loro volta parassiti dei parassiti, e che possono dunque bloccare la diffusione del problema. La mosca dell’olivo, ad esempio, si combatte con un entomofago, Eupelmus urozonus, ed altri affini; la cocciniglia degli agrumi è combattuta da un suo parassita, Rodolia cardinalis; le coccinelle, i neurotteri e i rincoti sono altri tipi di insetti utilizzati nella lotta biologica.

Video Tutorial: il macerato di ortica e poltiglia bordolese

 

 

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