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Il punteruolo delle palme
Inviato da Redazione GI il 26-02-2010 13:47
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• L’insetto (Rhynchophorus ferrugineus) si introduce nella gemma apicale nutrendosi dei tessuti e uccidendo in breve tempo la pianta, con danni economici anche notevoli visto che una palma di 20/30 metri d’altezza può arrivare a costare anche 30mila euro.

• Questo grave problema è aggravato dal fatto che l’infestazione può essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata.

• Oggi sono molte le realtà che si occupano di studiare sistemi di lotta e in questo inizio 2010 si sono tenuti convegni e corsi per approfondire le metodologie di cura. Recentemente è stato presentato il risultato di una ricerca che sembra aver dato vita a un prodotto biologico, non tossico e a basso costo di somministrazione per debellare il fastidioso insetto (Rhynchophorus ferrugineus), originario dell’Asia e introdotto in Italia con materiale vivaistico di importazione. Il principio attivo di questo prodotto curativo, il cui nome è Neemazal, è a base di una sostanza estratta dall’albero di Neem e riproducibile chimicamente.

• Effetti positivi sono stati ottenuti anche da pratiche come la pulizia dendrochirurgica e il trattamento endoterapico.

• Alcune specie, quali la palma nana Chamaerops humilis, che sembrano essere immuni all’infezione, si sono rivelate in grado di produrre una secrezione gommosa che sembra impedire l’attecchimento del parassita. Sembra invece che anche le Cycas siano state occasionalmente attaccate da questo temibile parassita.

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