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I segreti di una terra fertile
Inviato da Redazione GI il 17-02-2010 18:57
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Fertilità, un insieme di fattori
Nel terreno la fertilità nasce da una combinazione di fattori: presenza di nutritivi (azoto, fosforo, potassio, metalli come ferro e zinco e altre sostanze chimiche); attività microbica legata al processo di decomposizione della sostanza organica e sua successiva umificazione e mineralizzazione; tessitura e caratteristiche fisiche che, nel tempo, provvedono a mantenere e rigenerare il livello di fertilità. Un terreno troppo sabbioso e drenato, ad esempio, viene rapidamente dilavato e impoverito dalle acque (pioggia e irrigazione), mentre un substrato con una componente argillosa, se non eccessiva, mantiene meglio il contenuto nutritivo. Quando la terra ha una granulometria corretta, la sua porosità consente la giusta aerazione del suolo. Anche il livello del pH influisce in modo significativo. Nei terreni coltivati dall’uomo, la fertilità è poi influenzata dai metodi di trattamento: concimazione, irrigazione, pacciamatura e lavorazioni del terreno.

I concimi naturali e industriali
Il letame animale è la miglior fonte di sostanza organica per il terreno e viene impiegato sia per nutrirlo che per migliorarne le condizioni. Il più consigliabile è quello equino, ben maturo. Di natura animale sono anche il sangue di bue, utilizzato in molti fertilizzanti, e il guano, ottenuto dalle deiezioni di colonie di uccelli marini, mentre di origine vegetale è quello che si ricava dalla decomposizione delle alghe.

In giardino e per le piante in vaso spesso si preferiscono i fertilizzanti industriali, che possono comunque essere anch’essi da matrice biologica.
Nei fertilizzanti di produzione industriale sono contenuti acidi nutritivi (aminoacidi), che funzionano come attivatori di produzione della clorofilla e regolatori dei processi di fotosintesi. I prodotti nutritivi reperibili in commercio possono essere liquidi, in polvere o in granuli. La formulazione ha un effetto significativo sulla fertilità del terreno: i prodotti in pellet e granuli allungano la disponibilità di elementi nutritivi perché il loro assorbimento è più lento rispetto ai formulati liquidi e in polvere.

Un altro aspetto da conoscere per governare la fertilità è relativo al tipo di prodotti immessi nel terreno. Ma c’è una regola base che il giardiniere non dovrà dimenticare: la fertilità del suolo deve essere tale da rispondere correttamente al tipo di pianta coltivata. E se alcune piante, come le rose e le fioriture stagionali in balcone, hanno bisogni molti elevati, altre non vanno concimate eccessivamente.

Ma cosa c’è nella terra?

Un terriccio sano e fertile ha un’enorme quantità di vita al suo interno. I microorganismi utili sono forme viventi con dimensioni tali da non poter essere viste ad occhio nudo (minori di 0,1 mm). Essi hanno un ruolo importante negli ecosistemi, come decompositori: trasformano la sostanza organica morta in fattori nutritivi per le radici delle piante e per molti altri organismi superiori (insetti, lombrichi).

Nel terriccio esistono poi tre parti componenti: quella vegetale (foglie, residui vegetali) la sostanza argillosa, più o meno compatta (argilla, limo) e una parte inerte strutturante e drenante (sabbia, ghiaia, ciotoli).

• Nel terreno superficiale, la componente biologica viva è fondamentale per ottenere piante sane ma è altrettanto importante, oltre alla struttura chimica, anche quella fisica, ovvero la tessitura (pesante o sabbiosa) e la presenza di materiali particolari (ad esempio sabbia marina, materiali vulcanici come il lapillo, e sostanze apportate dall’uomo, come la cenere).

La componente organica nutritiva può essere presente in forma naturale (ed è un caso tipico dei terreni boschivi non lavorati dall’uomo), oppure può essere fornita aggiungendo il terriccio da compost, ottenuto dalla trasformazione di vegetali, ortaggi, resti di piante.

Dal punto di vista chimico il terreno può presentare tracce più o meno significative di minerali, come le zeoliti (che trattengono gli elementi nutritivi e li cedono gradualmente) e metalli; i terricci che si acquistano in sacchi sono resi più fertili grazie all’impiego di torbe.

Per ottenere un buon substrato fertile occorre quindi avere una miscela equilibrata e corretta di fattori organici nutritivi, humus naturale ricco di microorganismi e materiale inerte in proporzione non eccessiva (serve per il drenaggio delle acque). Nel caso di piante che richiedono un terriccio molto poroso sarà bene aggiungere una parte di sabbia, generalmente un 10-20%.

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