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Piante grasse, quali scegliere?
Inviato da Redazione GI il 16-02-2010 18:39
Apertura piante grasse

C'è cactus e cactus...

I cactus si suddividono in un centinaio di generi e due migliaia di specie,dal fusto succulento, di forma globosa (es. Echincocatus grusonii), colonnare (es. Cereus), a pala (es. Opuntia), con superficie spinosa o glabra, a sezione stellata, ovale o circolare e altezze che vanno da pochi centimetri a qualche decina di metri. Un elemento che accomuna i cactus è l'areola, un cuscinetto feltroso dal quale emergono le spine, come i nodi nelle altre piante. In questa pagina, alcune specie di cactus.

Opuntia ficus-indica (fico d'India, qui sopra) è la specie più conosciuta delle opuntie, diffusa allo stato spontaneo in tutto il Mediterraneo: sulle pale maturano frutti ricchi di vitamina C; esistono molte altre specie di opuntia, rustiche o semi-rustiche, spontanee lungo i litorali del nostro paese, come Opuntia subulata (in basso, al centro).

Il Cleistocactus, originario della Bolivia, è un cactus colonnare, con spine e peli fitti e sottili, spesso di colore dorato; in basso a sinistra, C. x oreocereus.

L'Espostoa (E. lanata, E. longispina ecc), originario delle montagne andine, è il tipico cactus peloso, avvolto da una fitta rete di setole bianche lanose, in grado di nascondere, a volte, l'intero fusto.

Con o senza spine

Molto diffuse e amate, anche perché prive di spine e quindi più facili da curare, le Crassulacee comprendono numerosi generi, fra i quali i più noti sono Crassula, Echeveria, Aeonium, Cotyledon, Pachyphytum, Kalanchoe, Sedum e Sempervivum. I più semplici da accudire sono sedum e sempervivum, originari dell’Europa. Tutti gli altri generi sono sudafricani e hanno ciclo invertito rispetto al nostro. Durante la primavera e l’estate crassule ed echeverie entrano in dormienza e vanno collocate in ombra senza quasi annaffiarle, per poi portarle in autunno in un luogo protetto, luminoso, a 10-18 °C. Alcune regalano facilmente cospicue e durevoli fioriture, come la calancoe, i sedum e i sempervivum.

Le Euforbiacee, sono una famiglia grande e variegata che comprende specie erbacee, carnose o arboree, con foglie minime o enormi, oppure con spine. Simili alle Cactacee (Euphorbia milii, chiamata anche “spina-christi”, E. obesa, una palla apparentemente non spinosa, E. trigona, un cactus con ali longitudinali), hanno però un ciclo di attività quasi continua, con semplici rallentamenti delle funzioni nei periodi a loro meno favorevoli, vale a dire l’inverno e l’estate.

Le Mesembriantemacee si dividono in due grandi gruppi: da un lato piante da balcone, da giardino al mare o da roccaglia, dal portamento strisciante o a cespuglio, con foglie carnose e fiori a margherita (Dorotheanthus, Lampranthus, Delosperma...); dall'altro piante da interni (Lithops, Conophyton, Lapidarie ...) il cui momento di massima attività si verifica fra settembre e maggio (poi vanno in dormienza), quando vanno situate alla luce, con temperatura compresa fra 15 e 18 °C, e con irrigazioni regolari ogni 15 giorni.

Se volete osservarle dal vivo, non fatevi mancare la visita a una delle splendide collezioni di succulente presenti in Italia. Da non perdere, in Liguria, i Giardini Hanbury, che accostano i cactus a piante mediterranee ed esotiche; il Giardino Esotico Pallanca (Bordighera) che offre una collezione di Cactacee fra le più importanti d’Europa; il Giardino Esotico di Montecarlo, ricco di oltre 6000 succulente. Dall'altra parte della penisola, l’Orto botanico di Napoli comprende una stupefacente zona collezione di spinose, così come l’Orto botanico di Palermo, che vanta enormi esemplari di Aloe, Cereus, Crassula, Euphorbia e Opuntia.

Aloe e agavi, parenti ma molto diverse

Il genere Aloe appartiene alla famiglia delle Liliacee. Robuste e vigorose, crescono significativamente anche nell’arco di un anno, sia in diametro sia in altezza, risultando ben presto piuttosto ingombranti. Hanno foglie grandi, lunghe e carnose e una minoranza (A. vera, A. barbadensis, A. ferox, A. saponaria...) è munita di spine la cui punta termina a uncino. Le aloe sono specie africane, provenienti dal Sud Africa e dal Madagascar: in Italia sono in massima attività vegetativa durante l’autunno-inverno, quando andrebbero collocate alla luce, con temperatura fra 10 e 18 °C, con irrigazioni moderate ogni 15 giorni. Il calore eccessivo e la scarsità di luce in casa inducono la produzione di foglie esili e pallide (soprattutto Aloe vera, A. ferox, A. arborescens) che indebolisce la pianta. Per evitarlo, costringetela al riposo in un locale fresco, ma non sotto i 0 °C, riducendo al minimo le irrigazioni.

Simili per aspetto sono le agavi, che appartengono però alla ben diversa famiglia delle Agavacee. Presentano foglie fibrose terminanti con una punta acuminata ed hanno esigenze simili ai cactus: vanno mandate in letargo o semi-letargo durante l’autunno-inverno, per poi riportarle alla vita in primavera.

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