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L'orto che verrà
Inviato da Redazione GI il 12-02-2010 13:56
Apertura ortoverra

Qualunque sia la motivazione che vi spinge a dedicare tempo e cura alle piante da orto, è ora il momento di pensare alla programmazione delle prossime primavera ed estate, preparando le parcelle, lavorando il terreno e scegliendo le verdure da coltivare.

La scelta delle specie da porre a dimora dipende dai gusti, dall’ambiente in cui si opera, dalle dimensioni dell’appezzamento e dal tempo a disposizione. Preparando ora uno schema indicativo delle parcelle da occupare in successione si deve tener conto che le zone più fresche vanno riservate agli ortaggi da coltivare in piena estate, mentre in posizione calda e sempre soleggiata si coltivano le erbe aromatiche. Alcune specie, quali aglio, carote, cicoria, cipolle, prezzemolo e ravanelli, forniscono una sufficiente quantità di prodotto per il consumo familiare anche se allevate in piccole aiuole. Al contrario cavolfiori, verze, zucchini, tutti i pomodori rampicanti, i meloni e le zucche richiedono spazi assai maggiori.

Da seme o da piantina?

Preparando l'orto ora avete il tempo di coltivare le piantine partendo dal seme: in seminiera si possono far germogliare molti tipi di ortaggi, da trapiantare poi in vasetti singoli che troveranno posto nell'orto a partire da aprile. Questa scelta, un po' più impegnativa rispetto all'acquisto delle piantine pregermogliate consente però di scegliere verdure in varietà del tutto inconsuete.

Va ricordata poi l'importanza della rotazione. Poiché generalmente essa ha un ciclo triennale, lo spazio va suddiviso in tre settori: su ciascuno ruoterete di anno in anno le tre categorie di piante consumatrici di nutrienti: deboli come i legumi, medie come quelle da foglia e forti come le radici e le orticole da frutto (pomodori, melanzane, peperoni...). Nel secondo anno, la zona che era delle forti consumatrici va assegnata alle medie, quella delle medie alle deboli e così via. La rotazione e successione di specie appartenenti a gruppi diversi sono pratiche fondamentali per evitare l'impoverimento del terreno, limitare la diffusione di malattie e ottenere piante robuste e generose per un anno ricco di sapori e di genuinità.

Lavorare la terra per un buon raccolto

La preparazione del terreno dell'orto è un requisito base per il raggiungimento di un corretto livello di fertilità e di tessitura del suolo. Alcune piante hanno bisogno di un substrato specifico. Cicorie e indivie non gradiscono il terreno con grossa granulometria o con presenza di ghiaia e sassetti; peperoni e peperoncini vogliono vivere in substrato con una componente argillosa; le lattughe da cespo e da taglio hanno bisogno di fertilità e di suolo drenato; aglio e cipolla non devono essere seminati o trapiantati in terreno concimato da poco tempo, come anche le carote.

La lavorazione con la vanga in profondità e necessaria solo se il terreno va rinnovato; in caso contrario è sufficiente la lavorazione superficiale e la fresatura, con l'apposito attrezzo frangizolle.

Importante è evitare di lavorare la terra se è molto bagnata, perché le zolle diventano grossolane e si aggregano rendendo poi difficile sbriciolarle una volta asciutte.

Dopo la lavorazione, se il terreno non viene subito seminato o piantato, meglio coprire la superficie con un telo permeabile.

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