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Giardinaggio per tenersi in forma
Inviato da Redazione GI il 12-02-2010 12:09
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Un’ora di attività moderata (eliminazione del secco, rinvasi, irrigazione con la canna ecc.) permette di bruciare 104 Kcal, mentre impegnandosi in operazioni più complesse (trapianti di arbusti o piantine da orto, vangatura, scerbatura, trasporto di materiali ecc.) si può addirittura consumare più del doppio (237 Kcal).

Certo, la condizione di base perché il giardinaggio risulti solo benefico è quella di agire secondo buonsenso, evitando di compiere sforzi sproporzionati rispetto al proprio fisico, ma chiedendo al corpo ciò che si sente di effettuare, senza eccessive forzature.

Buonsenso e relax

Si inizia con un “riscaldamento muscolare”, che ogni attività fisica richiede: se avete in previsione lavori pesanti, sciogliete i muscoli con allungamenti delle braccia e della schiena, torsioni del busto, piegamenti sulle gambe, saltelli sul posto.

Sempre nell’ottica di un mix fra buonsenso e divertimento, fermatevi a riposare nel mentre di un’operazione particolarmente faticosa: possono bastare 5 minuti. Se potate, alternate ogni 15 minuti le diverse attività, in modo da utilizzare parti del corpo e gruppi muscolari diversi: per esempio dopo un trapianto chinati provvedete all’annaffiatura, dopo la potatura di qualche metro di siepe raccogliete la risulta da terra ecc.

Naturalmente, non impegnatevi in operazioni che già in partenza appaiono faticosissime, oltre che magari complicate: l’abbattimento di un albero è attività da professionista perché è veramente impegnativa (e pericolosa).

Nell’accingervi a un’attività, cercate sempre la posizione migliore per operare: anziché allungarvi pericolosamente su sostegni precari e improvvisati, utilizzate scale e sgabelli solidi e robusti per tenere le braccia all’altezza giusta.

Buoni attrezzi, metà fatica

Scegliete attrezzi ergonomici, in materiali leggeri, con impugnature anti-vescica, che non affaticano la mano né il braccio, assorbono le vibrazioni, riducono il rischio di contratture e strappi. Prima dell’acquisto, provateli a lungo, per capire se si confanno alla vostra mano, senza stancarla anche con un utilizzo prolungato.

Mantenete in perfetta efficienza gli attrezzi: lame sempre ben affilate, meccanismi oliati, manutenzione regolare, pulizia generale aiutano a contenere l’affaticamento dell’operatore nell’uso.

Molti tra gli attrezzi da giardino esistono oggi in versioni con manici lunghi o con aste telescopiche.

Anche per la vangatura esistono attrezzi in grado di ridurre il carico di lavoro, come i frangizolle rotanti o i modelli fissi a T, dotati di un “ragno” d’acciaio terminale che si inserisce nel terreno: così si sollecitano solo parzialmente i muscoli dorsali.

Salvare la schiena

Fra tutte le parti del corpo la schiena è quella che si trova a dover sopportare il maggior carico. In primo luogo ogni genere di piegamento verso terra va effettuato piegando le gambe e mai la colonna vertebrale: le cosce hanno muscoli più forti, che risparmiano buona parte della fatica alla spina dorsale.

Un’operazione gravosa come la vangatura non va eseguita mantenendo una postura piegata in avanti: arretrate di un passo e fate leva sulle gambe, così lo sforzo diminuisce e la schiena ne risente meno.

Se dovete lavorare a lungo a livello del terreno fatelo seduti su uno sgabello o inginocchiati sui talloni. Nel primo caso esistono sgabellini appositi, sui quali si può rimanere a lungo senza affaticare i muscoli dorsali. Nel secondo caso la scelta dell’attrezzo è ancora più ampia: cuscini o tappetini in gomma, ginocchiere, addirittura sgabelli con i manici rovesciati sui quali fare poi leva per rialzarsi con maggior facilità.

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