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Schermi protettivi in giardino
Inviato da Redazione GI il 13-09-2011 13:52
Siepe

Nel ‘600 e ‘700 i giardini erano grandi e aperti, perché chi poteva permettersi un giardino non aveva certo problemi economici, ma anche perché questa apertura, il lasciare che lo sguardo potesse perdersi verso grandi spazi, rifletteva una società illuminista che si apriva verso la scienza e le nuove frontiere della conoscenza, verso nuove terre e nuovi orizzonti non solo fisici ma anche e soprattutto culturali. Oggi che tutto ci sembra già noto e omologato, globalizzato e indifferenziato dall’appiattimento culturale mediatico, il giardino chiuso e riparato diventa non solo difesa, ma anche pretesto per imparare di nuovo a guardare ‘in piccolo’, da vicino; la perduta arte di osservare (e di capire), da applicare a fiori e dettagli di colore o di geometria, animali e insetti, farfalle e uccelli che, grazie anche all’ambiente riparato, tornano volentieri a visitarci.


Ombra e freschezza

Un aspetto non trascurabile della presenza di siepi, schermi e altre forme di protezione è quello di conservare freschezza e ombra, limitando quindi il riverbero del caldo e la perdita di preziosa umidità. Un vantaggio per le tasche (si irriga meno, quindi si spende meno per l’acqua) e per l’ambiente (meno spreco idrico). Va infatti tenuto presente il fatto che qualunque schermo proietta un’ombra a terra, che in inverno, quando il sole rimane basso sull’orizzonte, crea zone scure e umide. I giardini con molti schermi sono quindi più intimi e freschi, ma probabilmente vi indurranno a scegliere di evitare la soluzione ‘tappeto erboso’ (che ha bisogno di molto sole in tutte le stagioni) a favore di pavimentazioni in vari materiali.


Perché uno schermo?

Oltre al ruolo di protezione della privacy, indispensabile nei piccoli giardini strettamente confinanti (caso tipico, le villette a schiera e gli spazi verdi condominiali), lo schermo può avere un ruolo difensivo vero e proprio, allo scopo di ostacolare le intrusioni o quanto meno renderle piuttosto problematiche. Un muro verde largo almeno 70 cm, fittamente spinoso e alto più di m 1,80 è davvero difficile da penetrare, tanto dall’uomo come dagli animali di grossa taglia come daini e cinghiali, che spesso si intrufolano nei parchi di collina, creando danni non indifferenti. Un altro ruolo dello schermo può essere invece puramente funzionale alla divisione di zone diverse del giardino (ortofrutteto, piscina...). In questo caso la barriera potrà essere più bassa e realizzata in colori e materiali a scelta, cosa che invece non è possibile per la recinzione esterna che è da costruire in base alle normative vigenti nei regolamenti comunali e piani regolatori. Infine c’è il tema dei paraventi e di tutte quelle strutture schermanti effimere, destinate a essere spostate o che devono durare una sola stagione. Si tratta di soluzioni adatte ai piccoli spazi e ai terrazzi dove un paravento può ‘seguire il sole’ o, quando necessario, nascondere alla vista un angolo spoglio, un cumulo di materiali da eliminare o una zona con i panni stesi. Un paravento colorato e allegro, in assicelle, cannicciati o bambù e tende leggere potrà risolvere questi piccoli problemi con stile e praticità: si può anche montarlo su ruote, come gli scenari dei teatri, e organizzare lo spazio giorno dopo giorno in base alle esigenze della vita familiare o di un giorno di festa...

(tratto da "Oasi di tranquillità", di S.Pareschi, Giardinaggio n.9, 2008)

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