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Tarassaco: per depurare il fegato
Inviato da Redazione GI il 07-09-2011 13:25
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Fatica a riprendere il lavoro dopo la pausa estiva? Timore che con l’arrivo dei primi freddi si possano riacutizzare i doloretti articolari? Ci vuole una cura depurativa. Quella con il tarassaco, una comune erba dei campi, è ideale al cambio di stagione, in primavera come in autunno. Grazie alla stimolazione dell’attività del fegato e all’aumento del drenaggio, si avvertirà subito una sensazione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica.


La parte migliore del tarassaco

Del tarassaco si usano sia le foglie che il rizoma (impropriamente chiamato radice) che contengono steroli, inulina, provitamina A, vitamina C: tutte sostanze responsabili dell’azione depurativa. La pianta è nota fin dai tempi più antichi per favorire il deflusso della bile stimolando le contrazioni della colecisti. L’effetto diuretico, sarebbe dovuto alla presenza di abbondanti sali di potassio. Un principio amaro caratteristico (la tarassicina) e l’acido caffeico hanno proprietà digestive e un effetto tonico sull’organismo. Il tarassaco può essere impiegato anche nelle cure dimagranti, non tanto perché tolga l’appetito, ma per la sua capacità di aumentare il drenaggio. I principi attivi presenti nelle parti fresche si mantengono anche dopo l’essiccazione e, addirittura, sono più concentrati nei rizomi raccolti in autunno.


La preparazione di base

Dopo aver trascorso qualche settimana di vacanza all’aria aperta, l’organismo risente del cambio di clima e di ambiente. Meglio stimolare la funzionalità del fegato e di quella dei reni con una cura a base di tarassaco.

Per esempio, con l’infuso delle foglie essiccate, sempre reperibili in erboristeria.


Si mettono sul fondo di una tisaniera tre cucchiai di foglie essiccate e sminuzzate, ovvero ridotte in taglio tisana.

Si versano sopra tre tazze di acqua bollente e, dopo aver rimescolato, si copre e si lascia in infusione per un quarto d’ora prima di filtrare il liquido.

La tisana si beve nell’arco della giornata. Per esempio, una tazza al mattino, a digiuno, appena la si è preparata, poi alla sera e, infine, prima di coricarsi. Se fosse troppo amara, si può addolcire con un cucchiaino di miele.

La cura, perché sia efficace, dovrebbe durare tre settimane.

Ed ecco un'altra preparazione preziosa:


Decotto contro i doloretti

Il tarassaco ha la capacità di aumentare la secrezione di acido urico attraverso le urine, aumentando anche la diuresi. Si può ricorrere al decotto di radice.

Preparazione e impiego

Si mettono a bollire tre tazze di acqua (250 ml ciascuna) insieme a tre cucchiai di radice di tarassaco essiccata e ridotta in piccoli pezzi.

Dopo un quarto d’ora, quando il liquido si è ristretto a circa 600 ml, si spegne la fiamma e si filtra in caraffa.

Il decotto ha un sapore decisamente amaro e può essere addolcito con poco miele. Si beve a tazzine nell’arco della giornata.

(tratto da “Tarassaco per depurare il fegato”, di A. Zucchi, Giardinaggio n.9, 2008)

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