Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
news
Gi
Naturalmente: Carinzia
Inviato da Redazione GI il 06-09-2011 13:43
P1015238_ridimensionare

 

Di origini carinziane, Julius Kugy, noto alpinista, ricorda: "Non cercate nel monte un'impalcatura da arrampicare, cercate la sua anima". Cercarla, mettersi sulle sue orme, non significa trovarla. Perché una volta trovata sarebbe dopo poco già persa. Come tentare di afferrare un miraggio, o mantenere in vita un fiore per sempre dopo averlo reciso. E questo vale tanto più per la Carinzia, che ha tante identità quanti sono i punti di vista da cui la si osserva. Possiamo chinarci su un fiore particolarissimo, che cresce spontaneo nel parco naturale del Weissensee, per scoprire che si tratta di un’orchidacea piuttosto rara, con la forma atipica di una pantofola: Cypripedium calceolus, conosciuta anche con il nomeScarpetta di Venere”.

Oppure seguire l’etologo Hans-Peter Sorger, come gli anatroccoli sulla scia di mamma anatra, mentre ci insegna a riconoscere le tracce dell’orso e ci racconta che spesso il mal di denti impedisce agli orsi di andare in letargo. Scoprire in alcuni segni sulla terra le orme di una lince. Capire da alcuni particolari se è da poco passato un gipeto, oppure un grifone.

Oppure muovere alcuni passi tra i 131 macachi giapponesi che vivono sull’Affenberg, il monte dei primati, a Landskron. Saltano di albero in albero, nuotano nello stagno. In piena libertà, senza gabbie, senza vetri. Oppure ancora essere un bambino e perdersi insieme alla guida nel “labirinto gigante” del “Walderlebniswelt”, il parco avventura a St. Kanzian sul lago Klopeiner See: un sentiero didattico nel bosco per riconoscere le piante a partire delle foglie, e gli uccelli dalle piume.

Cambiare di nuovo punto di vista e trovarsi a guardare dall’alto la gola Donnerschlucht, dai 175 metri del ponte sospeso più lungo delle Alpi, accessibile anche ai passeggini. Oppure avere davanti agli occhi e tra le mani tracce fossili di foreste preistoriche nel Geopark delle Alpi Carniche. Come intraprendere l’impegnativa scalata fino alla vetta del Grossglockner. Oppure ancora ritrovarsi a Mallnitz e dovere scegliere tra le molteplici possibilità di scoperta che il Parco Nazionale Alti Tauri offre a chi voglia viverne i segreti, che qui pongono la montagna più alta d’Austria, le più imponenti cascate d’Europa e i ghiacciai più estesi delle Alpi Orientali.

Il Parco Nazionale Alti Tauri

Con i suoi 1834 kilometri quadrati di estensione il Parco Nazionale Alti Tauri è uno dei più grandi d’Europa. Migliaia le specie vegetali e animali, che qui abitano. Alcuni: il gipeto barbuto, lo stambecco delle Alpi, l’aquila reale, la marmotta, il camoscio. Un’oasi di quiete e silenzio, fra fiabeschi paesi sospesi in alta quota, malghe incantevoli e cime di incomparabile bellezza. Un luogo che si nutre del rispetto dei suoi abitanti e che una sapiente organizzazione delle offerte turistiche ha posto sotto l’egida, non promozionale ma autentica, della sostenibilità. Qui, in collaborazione con le Ferrovie tedesche, è stato messo a punto il RIT-Ticket e lo Shuttle Ferrovia, per attutire il peso ambientale dei trasporti. Così come, sempre ad impatto zero, corre il Bus delle Escursioni del Parco, che porta i visitatori alle più belle mete escursionistiche e alle tradizionali baite ristoro dell’area delle tre maggiori personalità montane del parco: le cime Hochalmspitze, Sonnblick e Grossglockner.

Qui ogni esercizio gastronomico presentà menù “a km 0”, con prodotti di provenienza esclusivamente locale. E sempre qui, in collaborazione con i rangers del Parco Nazionale e le guide alpine locali, vengono offerti circa 30 percorsi di esplorazione, fra cui i safari sui ghiacciai, le escursioni nella valle dei cercatori d’oro, percorsi Geotrail, itinerari in e-bike e giri a cavallo lungo antiche mulattiere, per citarne solo alcuni.

Quest’anno inoltre, in occasione dei trent’anni dalla fondazione del Parco, sono disponibili speciali offerte, valide fino al mese di ottobre. Ma anche più tardi, quando gli Alti Tauri si dipingono di bianco e l’inverno comincia a muovere i suoi passi di vetro sulla tenerezza della neve, ecco ricomporsi nuove possibilità di fuga dal quotidiano. 150 kilometri di piste da sci, snowboard e freeriding, ramificati intorno ai tre comprensori sciistici del Glossglockner, del Ghiacciaio del Mölital/Flattach e dell’Ankogel/Mallnitz. Innumerevoli sentieri da percorrere con la racchette da neve insieme agli stambecchi. Numerose piste da fondo e bellissime escursioni, infine, di sci alpinismo. Vicino, molto vicino, all’Italia.

(Testo e foto Mathia Pagani)

Info:

Ente Regionale per il Turismo della Carinzia

Tel +43/(0)4274/52100-26

www.carinzia.at

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA