Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
gli ortaggi
Gi
Porro: storia, coltivazione e raccolta
Inviato da Redazione GI il 29-08-2011 16:40
Porri_ridimensionare

Marziale ne decantava le virtù afrodisiache, Nerone ne osannava la capacità di migliorare la chiarezza della voce, Ippocrate lo consigliava alle nutrici per aumentare il latte, Discoride riteneva che stimolasse il desiderio e Plinio che giovasse al sonno. Da sempre, il porro è apprezzato non solo come cibo ma anche come farmaco naturale in virtù delle sue preziose proprietà. Nell'antichità, gli Egizi lo utilizzavano per fornire un'alimentazione energetica agli schiavi addetti alla costruzione delle piramidi. La sua fama si estese e si mantenne nei secoli, tanto che, nel Medioevo, la Scuola Medica Salernitana ne confermò le proprietà toniche e ne illustrò innumerevoli altre, dalla capacità di curare le vie respiratorie a quella di aumentare la fecondità delle fanciulle, molte delle quali sono state in seguito confermate dalla scienza.

Un concentrato di proprietà
Delizioso dono dell’orto autunnale, il porro (Allium porrum) è una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Liliacee, stretto parente di aglio e cipolla, dai quali però si discosta sia per la forma, allungata anziché tondeggiante, sia per il sapore, dolce e delicato piuttosto che acre e pungente. Composto di acqua per il 90%, il porro è facilmente digeribile, poco calorico, utile per combattere l’obesità e abbassare il colesterolo. è ricco di fibre facili da assimilare, di vitamine (A, B, C), di sali minerali e oligoelementi: ferro contro l’anemia, potassio contro gli eccessi di grasso, magnesio per proteggere il sistema nervoso, calcio e silicio per le ossa e la pelle. La sua fama di afrodisiaco è probabilmente legata alle virtù toniche e rimineralizzanti che ne fanno un ottimo ricostituente e stimolante di tutto il metabolismo. Calmante della tosse, decongestionante delle vie respiratorie, efficace contro l'abbassamento di voce, il porro è anche prezioso per depurare il sangue, stimolare la diuresi e disinfettare le vie urinarie e l'intestino.

Il porro, dalla semina al raccolto
• Il porro è una biennale (nel secondo anno fiorisce e le foglie perdono morbidezza) coltivata come annuale. Cresce bene in clima temperato, con terreno di medio impasto, fresco e umido, fertile, assolutamente ben drenato, concimato con letame maturo prima della coltivazione. Non tollera i terreni salati.

• Le varietà estive si seminano in gennaio in semenzaio per la raccolta in giugno-luglio; le varietà autunnali si seminano in marzo-aprile in semenzaio per la raccolta tra agosto e novembre; le invernali in maggio-giugno in piena terra per la raccolta in novembre-dicembre.

• Il trapianto si effettua dopo 12 settimane dalla semina, quando le piantine sono alte 15-20 cm, distanziandole di 8-20 cm sulla fila e di 30-50 cm tra le file. Bastano 2 mq per il consumo medio.

• Si effettuano sarchiature frequenti per mantenere libero da malerbe il terreno e si irriga regolarmente, tranne che nel periodo invernale. Si concima con azoto, ma vanno evitate le concimazioni eccessive che riducono la resistenza al gelo. Si rincalza abbondantemente per ottenere l'imbianchimento.

• Per quanto riguarda la consociazione, il porro vive bene accanto a sedani, carote, cavoli, lattuga, mentre non ama la vicinanza con fagioli e piselli. I nemici più frequenti sono la tignola del porro e la mosca della cipolla che danneggiano il fusto rendendolo inutilizzabile.

 


Raccogliere e conservare
La raccolta del porro si effettua quando il diametro dei fusti comincia a ingrossarsi e raggiunge i 2-3 cm, dopo circa 3-4 mesi dal trapianto oppure 5-7 mesi dalla semina. Se si coltivano varietà estive, autunnali e invernali, è possibile avere una raccolta scalare che copre praticamente tutto l'arco dell'anno. Per la raccolta, si estirpa l’intera pianta, si tolgono le foglie esterne, verdi e dure, si tagliano a 15 cm sopra la parte bianca e si accorciano le radici. I porri si possono conservare in una cantina buia e fresca (per un mese) o in frigorifero (per due mesi).

(tratto da “Porro, sapore e salute”, di Simona Pareschi, Giardinaggio n.9, 2011)

CRESCIAMO INSIEME