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Edera: varietà e coltivazione
Inviato da Redazione GI il 28-07-2011 15:02
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Delle sette specie coltivate (Hedera canariensis, H. chrysocarpa, H. colchica, H. hibernica, H. himalayana, H. japonica, H. helix), in vaso si coltiva solo l’ultima, nelle sue varietà “mignon”. Fra le più consigliabili: ‘Calico’, ricadente, foglie variegate di bianco con sfumature rosa; ‘Chicago Variegata’, foglia verde piccola con margini giallo crema; ‘Crispy Variegata’, foglie molto piccole con cinque-sette punte, verdi variegate di bianco-crema; ‘Ivalace’, compatta, foglie a punta pronunciata, verde scuro lucide, tanto da sembrare di vetro; ‘Natasha’, ricadente, adatta ad ambienti poco luminosi, foglie cuoriformi verde scuro; ‘Silvanian’, foglie romboidali bronzate.

I segreti di coltivazione

Posizione: meglio se luminosa ma senza sole diretto; sopporta anche una media luminosità; se la luce è poca le foglie perdono la variegatura. In estate può stare all’aperto, a mezz’ombra.

Temperatura: preferibile fra 15 e 20 °C, tollera fino a 5 e 28 °C. Le varietà da interni non sopportano i rigori degli inverni padani o alpini: vanno ricoverate in casa in ottobre. Sopravvive bene anche in stanze fredde, pianerottoli, uffici.

Terriccio: desidera un substrato per metà torboso e per metà di terra universale.

Acqua: una volta a settimana, con abbondanza, in estate, ogni 10-15 giorni in inverno. Irrigate appena il terriccio è asciutto in superficie (ma non in profondità).

Concimazione: da aprile a settembre ogni 30 giorni nell’acqua d’irrigazione, con un fertilizzante specifico per piante verdi.

Rinvaso: solo quando la massa dei tralci è evidentemente sproporzionata rispetto al contenitore.

Note: i tralci vanno sistemati attorno alla pianta quando si allungano troppo, in modo da renderla di nuovo ordinata.

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