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Piante spontanee: spiriti liberi
Inviato da Redazione GI il 27-07-2011 17:20
Passiflora_ridimensionare

Cosa c’è di più bello di un giardino fiorito in ogni stagione? Molte specie fiorifere classiche, perenni o annuali, richiedono però una manutenzione elevata che le rende gestibili solo da giardinieri. Un gruppo di piante dal carattere generoso e dalla fioritura ornamentale può diventare così un grande alleato per chi invece ha poco tempo o ampi spazi da gestire.

Piante che sanno rinnovarsi
Varie specie di bella presenza, sia introdotte che spontanee, possiedono la capacità di colonizzare gli spazi disponibili, senza diventare infestanti, rinnovandosi da seme e sviluppandosi senza interventi particolari.

La produzione di semi è di solito abbondante per garantire un’eccedenza di esemplari e assicurando la sopravvivenza dei più forti. La comparsa delle piantine è un piccolo miracolo che si ripropone in modo leggermente diverso ogni anno, perché i giovani esemplari emergono anche in nuove posizioni con piccole colonie in cui spesso i colori e le forme dei fiori si mescolano e si rinnovano nella casualità dell’ibridazione spontanea. Queste migrazioni si possono favorire sia imparando a riconoscere gli esemplari appena germogliati, sia spargendone i semi dove si desidera introdurle.

Erbacee vigorose
La natura permanente di alcune erbacee vigorose che si disseminano facilmente in situazioni congeniali (in particolare Acanthus, Alchemilla, Astrantia) prevede apparati radicali ben saldi: le piantine possono rivelarsi difficili da estirpare dove non sono desiderate. Altre specie perenni meritano però menzione particolare, sia per il valore ornamentale che per la capacità di arredare situazioni poco favorevoli o rallegrare periodi di dormienza del giardino. Le candide corolle pendule della rosa di Natale (Helleborus niger), spontanea nei boschi caduchi, sono le prime a schiudersi, seguite da ibridi di H. x orientalis, belle piante sempreverdi a stelo alto (da 30 a 50 cm) e fiori di lunga durata in varie sfumature di bianco, rosa, porpora e viola-nero, con o senza maculature, semplici o, di recente introduzione, doppi. Se si possiedono le condizioni adatte (terreni ben drenati, anche calcarei, all’ombra o mezz’ombra di alberi o arbusti decidui) vale la pena di reperire alcuni esemplari di colori diversi presso un vivaio specializzato e lasciare che le piante si naturalizzino incrociandosi liberamente e producendo sfumature e forme sempre nuove.


Scegliere e curare le rampicanti tropicali
Per decorare grigliati e recinzioni e avere fiori in estate e frutti in autunno, ecco l’ottima passiflora, specie brasiliana che resiste abbastanza bene al freddo anche in Pianura Padana: l’unico accorgimento è di piantarla in esposizione a sud-est in modo che l’eventuale brina notturna si sciolga al più presto. Poco esigente, non si ammala facilmente e la specie Passiflora edulis dà frutti di buona qualità (frutto della Passione). Anche le altre passiflore da giardino hanno frutti commestibili, ma di minore interesse.

Eccremocarpus scaber è una specie rampicante cilena dai bei fiorellini tubulosi rossi e gialli in estate-autunno, da coltivare in zone soleggiate e miti. Al Nord va trattata come annuale, oppure coltivata in vaso perché non resiste al gelo.

Regina dell’estate mediterranea, la buganvillea viene dal Brasile e ha trovato nel Sud e nelle coste del nostro Paese condizioni tali da naturalizzarsi e fiorire a lungo: alla stazione di Genova, sui muri delle scarpate, la si vede in fiore praticamente tutto l’anno, incurante dei treni e dello smog. L’aspetto decorativo non è dato dai fiori, piccoli e insignificanti, ma dalle brattee (foglie trasformate) dai vivaci colori. ‘Aurantiaca’, color arancio sole, è davvero spettacolare.

 

(tratto da "Spiriti liberi", di L.Ferrari, Giardinaggio n.7, 2008)

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