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Contro le scottature: l'elicriso
Inviato da Redazione GI il 20-07-2011 15:03
Elicriso_ridimensionare

Il suo impiego per curare le affezioni cutanee è antico, ma è solo di recente che è stata provata clinicamente l’efficacia terapeutica nella cura di una fastidiosa malattia dermatologia, la psoriasi. Risultati interessanti sono stati ottenuti anche nel trattamento di altri disturbi, quali la tracheo-bronchite, la pertosse, le riniti allergiche, le irritazioni cutanee. Notevole l’azione disinfiammante nell’eritema solare e nelle ustioni.

La parte migliore dell’elicriso

Dell’elicriso si usano le sommità fiorite che contengono numerosi principi attivi, quali flavonoidi, oli essenziali, acido caffeico, tannini, cere e diversi altri, in grado di stimolare l’azione detossicante del fegato e di svolgere un’azione simile a quella del cortisone. Con l’aiuto di questa pianta si stimolano in modo naturale le difese dell’organismo.

Nel complesso, l’impiego dell’elicriso migliora lo stato generale di benessere della pelle, senza effetti collaterali o problemi di tossicità. I capolini essiccati si possono acquistare in erboristeria tutto l’anno.

La tisana di base

L’elicriso si usa in purezza, sotto forma di decotto, per via interna e per via esterna, non appena si notano cenni di eritema.

Preparazione e impiego

■ Si mette a bollire un litro di acqua oligominerale naturale. Quando l’acqua giunge ad ebollizione, si aggiungono quattro cucchiai di sommità essiccate di elicriso e si rimescola.

■ Si abbassa la fiamma, si lascia sobbollire per dieci, quindici minuti e poi si toglie dal fuoco.

■ Si filtra e si lascia intiepidire. Del decotto, si bevono due tazzine nell’arco della giornata.

■ Con il liquido restante si fanno impacchi sulla pelle irritata, con un grosso batuffolo di cotone.

L’oleolito calmante

In estate, val la spesa preparare in anticipo un olio profumato, a base di elicriso, da applicare sulla pelle dopo l’esposizione e per curare gli eritemi solari.

■ Gli ingredienti dell’oleolito, facili da reperire in erboristeria, sono

20 g di sommità fiorite di elicriso essiccate

2 dl di olio di mandorle

Preparazione e impiego

° Si mettono a macerare in un vaso di vetro con tappo ermetico i fiori di elicriso con l’olio di mandorle, per dieci giorni.

° Durante questo periodo si capovolge il vaso contenente la miscela di fiori e olio almeno una volta al giorno.

° Poi, si filtra il liquido e si travasa in un flacone di vetro scuro.

° Si applica l’olio sulla pelle e si fa assorbire con un leggero massaggio.

L’impacco antinfiammatorio

L’irritazione intensa della pelle, ma anche il bruciore causato da una scottatura con un coperchio o una teglia roventi trovano sollievo immediato con l’impacco di argilla intrisa nel decotto di fiori di elicriso.

Preparazione e impiego

° Si prepara il decotto concentrato facendo bollire in una tazza di acqua due cucchiai di sommità fiorite di elicriso per dieci minuti. Poi si filtra e si lascia intiepidire.

° Si stempera un cucchiaio di argilla con uno di decotto concentrato e si mescola fino a ottenere una pastella fluida.

° Si applica sulla pelle e si lascia agire fino a che l’impacco non diventa secco. Infine si deterge con un batuffolo di cotone intriso nello stesso decotto.

Carta d'identità

Famiglia

Compositae

Caratteristiche

È una pianta perenne, molto ramificata fin dal basso, che si sviluppa a forma di cespuglietto non più alto di 40 centimetri. Caratteristico è il colore verde-argenteo, quasi biancastro, dei rametti e delle foglie, ricoperti da una peluria fitta e fine, perfetta per proteggere la pianta dalle forti radiazioni solari.

I fiori hanno un caratteristico colore giallo limone e sono raccolti in infiorescenze agli apici dei rami. Ogni infiorescenza è protetta da un involucro formato da numerose scagliette che proteggono i veri fiorellini. I fiori sprigionano un aroma intenso, che si mantiene inalterato anche dopo l’essiccazione.

Dove si trova

Cresce allo stato spontaneo lungo le coste marine assolate. È da tempo pianta comune di molte regioni a clima invernale mite. Raro nella zona alpina, è invece diffuso lungo le dorsali appenniniche ben esposte al sole.

Parte impiegata

I capolini delle infiorescenze

Quando si raccoglie

Le infiorescenze si raccolgono tra luglio e agosto quando sono più abbondanti e più ricche di principi attivi. Si fanno essiccare dopo averle private della porzione legnosa dei rametti. Si distendono all’ombra in strato sottile. Poi si conservano in barattoli di vetro o in sacchetti di carta ben chiusi, al riparo dall’umidità e dal calore. Al momento dell’uso, si staccano i singoli capolini dal residuo dello stelo fiorale.

(tratto da "Elicriso, contro le scottature", di A. Zucchi, Giardinaggio n.6, 2007)

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