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Timo, fragranza balsamica
Inviato da Redazione GI il 08-02-2010 17:20
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Anche se il più comune è Thymus vulgaris, non esiste un solo timo: il genere infatti comprende numerosissime specie, spesso difficilmente distinguibili tra loro, tutte con le medesime proprietà e lo stesso utilizzo in cucina. Cambia invece l’aroma che va da quello classico, intensamente balsamico, al frizzante profumo di limone di T. citriodorus e di T. “Doone Walley”, alla nota fruttata d’arancio di T. fragrantissimus. Può presentare foglioline verdi, argentate, marginate di bianco, di giallo o di rosso, mentre le fioriture vanno dal bianco al rosa e al lilla.

Appartenente alla grande famiglia delle Labiate, il timo è molto diffuso nel Mediterraneo occidentale, nelle garighe e negli ambienti aridi. Forma un arbusto nano, molto aromatico e riccamente ramificato, con foglie sempreverdi piccolissime e minuscoli fiori riuniti in spighe.

Coltivazione
Coltivare il timo è semplice, sia in vaso che nell'orto o in giardino, possibilmente in bordura o, ancora meglio, nel giardino roccioso, suo habitat ideale. Si semina in primavera su un terreno sabbioso e povero, preferibilmente calcareo, bagnandolo solo durante la germinazione e all'eventuale trapianto. Dopo l'attecchimento, ci si può dimenticare di bagnarlo e di concimarlo. É gradita una pacciamatura e indispensabile un buon drenaggio.


Raccolta e conservazione

Del timo si consumano sia le foglie che i fiori. Le foglie sono ottime sia fresche che secche: coriacee e quasi prive di acqua, si essiccano facilmente (in ambiente ombroso e ben aerato) senza perdere in sapore e si conservano in barattoli di vetro ben chiusi. I fiori si impiegano soprattutto freschi, staccandoli dalla spiga e conservandoli per tre-quattro giorni in frigorifero, avvolti nella carta.

 

Proprietà e usi
In cucina insaporisce e rende più digeribili molti cibi. Qualche fogliolina fresca arricchisce misticanze e formaggi, mentre i fiori vivacizzano le insalate di riso o di verdure. Essiccato, si unisce a brodi, minestre, zuppe, tortelli e risotti, alle marinate di pesce e di carne, ai ripieni di cacciagione, alle uova, a pane e pizze, e alle verdure, funghi compresi. Dal punto di vista terapeutico ha proprietà digestive, depurative, balsamiche e tonico-stimolanti.


Consigli express

• Impiegato da sempre come aroma, fa parte del “bouquet garni” francese e di molte altre miscele di erbe essiccate.

• Secco e tritato si miscela al sale; fresco e intero profuma i liquori. Un rametto immerso nella bottiglietta dell’olio vi darà un condimento speciale per le insalate.

• La fragranza del timo stimola l'appetito e favorisce la digestione dei grassi: per questo è molto efficace in abbinamento alle carni.

• Per conservarlo, fate essiccare i rametti all'ombra, in un ambiente asciutto e ben ventilato.

• Il profumo del timo attira le api (e, secondo la leggenda, anche le fate!) ed è perciò adatto al giardino naturale.

Domande Frequenti:

il mio timo si sta seccando, che fare?

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