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Coprire il suolo con le piante
Inviato da Redazione GI il 08-02-2010 13:16
Astro

La copertura del suolo è un obiettivo primario del giardiniere accorto e sono molte le categorie di piante che si prestano allo scopo. Rivestire il terreno delle aiuole o delle bordure con una fitta vegetazione assolve molteplici compiti, oltre a un’evidente funzione estetica.

Una macchia di sempreverdi

Per ‘tappezzanti’ s’intendono di solito tutte quelle categorie di piante a portamento basso e strisciante che presentano uno sviluppo maggiore in larghezza che in altezza. Ma in realtà qualsiasi specie di forma arrotondata con fogliame denso e fitto sin dalla base o caratterizzata da accrescimento tramite stoloni laterali si qualifica come soggetto ‘copri suolo’, semplicemente prevedendone l’impianto ravvicinato.

Sempreverdi a sviluppo naturalmente sferico, come molte Hebe a foglia piccola, si possono raggruppare per formare un tappeto di altezza uniforme. Ne esistono innumerevoli ibridi ma buone candidate efficaci sono Hebe ‘Red Hedge’ e H. ‘Pewter Dome’ con fogliame glauco, H. franciscana ‘Variegata’ (giallo crema) e H. topiaria, verde grigio, inferiori al metro di altezza. Sono però da limitare a climi non troppo rigidi; sono inoltre meno durature rispetto a piante rustiche e affidabili come il bosso (Buxus sempervirens) o Lonicera nitida, anch’esse caratterizzate da fogliame minuto sempreverde.

Altro arbusto di medie dimensioni (circa 1.2 m) che crea in genere una buona copertura, Mahonia aquifolium è un sempreverde adattabile a molte situazioni che si allarga in larghezza tramite stoloni laterali. Al sole o all’ombra, è sempre generoso nella fioritura gialla invernale.

Abili coprisuolo

Le categorie di piante che per tradizione si considerano tappezzanti hanno in genere la caratteristica di mantenersi molto basse e costituiscono vere e proprie pavimentazioni “viventi”.

Le specie a portamento strisciante e prostrato sono preziose anche per coprire scarpate e dislivelli o dove il tappeto erboso è di difficile manutenzione e svolgono un ruolo di controllo del suolo.

Protagoniste di situazioni difficili sono molte conifere, in particolare i ginepri, che comprendono varietà nane adatte ai piccoli giardini (Juniperus ‘Blue Chip’ e J. ‘Blue Star’, circa 1 m Ø); medie (J. ‘Blue Carpet’, J. communis ‘Depressa’, J. c. ‘Prostrata, J. c. ‘Repanda’, da 1.2 a 1.5 m Ø) e grandi (J. horizontalis, J. conferta, J. x pfitzeriana, J. x p. ‘Aurea’, J. ‘Grey Owl’).

Altre specie permanenti affidabili sono i Cotoneaster sempreverdi prostrati (C. damneri e varietà, C. ‘Queen of Carpets’, C. salicifolius). Sono piante comuni, di facile coltivazione, che hanno meritato nel tempo la qualifica di abili coprisuolo.

Altrettanto valide sono tutte le edere a foglia piccola (ibridi verdi o variegati di Hedera helix), che si espandono con lunghi steli striscianti e si sono dimostrate rustiche, esclusi i climi più rigidi.

A ogni luogo la sua copertura

La chiave del successo è la scelta della pianta giusta: a tutti i terreni, asciutti o umidi, ombrosi o assolati corrispondono specie in grado di rivestirli. All’ombra, nei terreni ben drenati, anche calcarei, sono splendidi gli ellebori, in particolare gli ibridi di Helleborus x orientalis; in presenza di maggiore umidità Liriope muscari e Pachysandra terminalis. Bergenia cordifolia è un’eccellente soggetto per i primi piani delle bordure a mezz’ombra (o al sole se ben irrigata), perché le grandi foglie verde mela sono presenti tutto l’anno.

Alle bordure al sole, con terreno fertile ma ben drenato, si addicono Geranium x psilostemon e G. macrorrhizum, Stachys byzantina e Viola riviniana, mentre alcune succulente risolvono il problema di posizioni assolate e siccitose con terreno poco profondo (Sedum acre, S. spectabilis, S. telephium).

Grazie all’ariosa leggerezza del fogliame varie graminacee forniscono validi contrasti di trama se contrapposte ad altre macchie di tappezzanti.

Effetto temporaneo

Nelle situazioni in cui la copertura desiderata è temporanea, alcune annuali o biennali sono utili per tenere a bada la germinazione delle erbacce. Le violacciocche (Erysimum cheiri) si rivelano molto efficaci se trapiantate in autunno nelle aiuole dopo aver interrano i bulbi primaverili, perché formano una massa compatta che protegge il terreno dalle infestanti. Da non dimenticare alcune bulbose con la tendenza a naturalizzarsi: Anemone blanda, Fritillaria meleagris e scilla (Hyacinthoides hispanica e H. non scripta).

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