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Da parcheggio a giardino
Inviato da Redazione GI il 05-02-2010 16:25
Alliumgiganteum apertura

Il percorso, che rischiava di diventare una banale pavimentazione carrabile contornata da geometriche aiuole destinate ad essere occupate da una siepe sempreverde, scopre una nuova vita. Un disegno semplice determinato dalla pavimentazione in acciottolato di fiume per fare transitare l’auto viene naturalizzato da una serie di fioriture selvagge. Quello che sarebbe potuto diventare uno spazio di manovra viene piacevolmente sacrificato a beneficio dell’alto faggio. Si crea così un piccolo giardino ai piedi dell’albero: pochi metri quadrati piantumati con Edera helix per evitare continui interventi che garantiscano il difficile mantenimento del prato sotto una chioma così ampia.

Per dare colore e movimento durante le stagioni vengono inserite diverse bulbose con fioriture a scalare. Queste piante non richiedono manutenzione e sono in grado di intrufolarsi con i teneri germogli tra l’intricata trama dell’edera. La scelta si orientata principalmente sul genere Allium che sviluppa i fiori su steli piuttosto lunghi (20-120 cm) ed emana un’intensa profumazione.

Un angolo cieco, quasi dimenticato, che contorna una parte dell’abitazione viene ridestinato: una piccola serra realizzata su misura chiude un esiguo quadrato di prato dove poter mettere due sedie e dedicarsi a qualche lettura botanica. Le vasche esistenti destinate alla piantumazione delle siepi vengono demolite dando un senso di unitarietà e aumentando la percezione degli spazi, e diventano un libero spazio di espressione per i proprietari. Ogni anno la semina di erbe spontanee dona colore e forme diverse a questo ingresso vissuto come un giardino. Due accessi, uno carrabile e uno pedonale sono gli unici varchi lasciati liberi dalla recinzione in muratura ricoperta con un sistema di verde in verticale, che crea intimità ovviando al problema frequente di questi giardini: la loro eccessiva esposizione sul fronte stradale di passaggio che porta ad un uso ridotto.

Progetto di Nicolò Scacchi, architetto paesaggista

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