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Sedani, meglio coltivarli in compagnia
Inviato da Redazione GI il 05-02-2010 12:43
Sedano coltivazione_apert

Il sedano da costa e quello da radice (sedano-rapa) vengono coltivati in maniera piuttosto simile. In generale il sedano vuole terreni fertili di medio impasto, ai quali incorporare, al momento della lavorazione, un buon quantitativo di letame o altro concime organico. Dopo il trapianto e durante la coltivazione si somministrano con continuità concimi minerali ad alto titolo di fosforo e potassio (soprattutto nel caso del sedano-rapa).

Il sedano-rapa desidera anche un suolo più morbido e sabbioso, perché la radice possa crescere facilmente: nel caso si può incorporare un certo quantitativo di sabbia di fiume al momento della lavorazione autunnale.

Si seminano in semenzaio in gennaio-febbraio e si trapiantano le piantine in piena terra quando hanno raggiunto i 10-15 cm d'altezza mantenendo una distanza di 25-35 cm sulla fila e di 60-80 cm tra le file. Le piante pronte per il trapianto vanno invece messe a dimora in aprile-maggio, a seconda della zona geografica.

Sono fondamentali l’irrigazione, da effettuarsi con basse quantità in turni ravvicinati, e l’eliminazione delle malerbe.

Sul sedano da costa si può praticare l’imbiancatura, per ottenere un ortaggio più tenero. Si procede così: circa un mese prima della raccolta si lega la pianta con la rafia e si copre progressivamente con la terra (o si avvolge con un cartone) quasi tutto il fusto.

Il parassita più temibile di entrambe le varietà dell’ortaggio è la mosca del sedano, che scava l’interno dei fusti e delle foglie senza intaccare l’esterno che, dopo esser stato svuotato, si secca o marcisce. Si può combattere mediante prodotti a base di piretro o azadiractina (ammessi in agricoltura biologica) oppure coltivando nella fila successiva porri o carote: ognuno di questi ortaggi tiene lontane… le mosche del vicino!

 

In cucina, crudo o cotto

ll sedano viene utilizzato sia crudo sia cotto. In genere si riservano le coste centrali (il cuore del sedano), più tenere e polpose, per il consumo fresco in insalata o in pinzimonio, mentre le coste esterne, più legnose, si fanno bollire per insaporire il brodo o per arricchire zuppe, minestre e salse.

la più classica preparazione con il sedano è il soffritto all'italiana, che lo vede tritato e soffritto insieme a carota e cipolla.

Il sedano si conserva a lungo in frigorifero, ma è consigliabile consumarlo nel giro di quattro o cinque giorni, perché poi perde in croccantezza e si affloscia.

Il sedano rapa o sedano di Verona, dalla grossa radice sferica con polpa bianca, è dietetico come il sedano e ha un sapore simile ma meno intenso: si mangia cotto (nelle zuppe, nei minestroni, negli spezzatini) o crudo (in insalate, in pinzimonio, con la bagna cauda).

 

Un aiuto per la salute

Utile nelle diete disintossicanti e dimagranti, il sedano è povero di calorie e ricco di proprietà digestive e depurative: le foglie, i semi e le radici stimolano l'attività gastrica, sono altamente diuretici e ottimi coadiuvanti in caso di obesità e ritenzione idrica.

Un centrifugato di coste di sedano, con un po’ di ghiaccio e un pizzico di sale è rimineralizzante, fortificante, rigenerante. Ottimo anche il centrifugato insieme a mele, pere, kiwi, per fare un pieno di vitamine, minerali ed energia. L'infuso di semi di sedano invece combatte lo stress e l'insonnia.

La scienza ha inoltre recentemente scoperto che un composto presente nel sedano e nel peperone verde può aiutare a proteggersi dalle condizioni infiammatorie del cervello. Un team di ricercatori dell'Università dell'Illinois ha scoperto che questo composto chiamato luteolina (un potente antiossidante della famiglia dei flavonoidi) blocca un attivatore del gene che codifica le molecole che esprimono l'infiammazione.

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