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Primula, contro i mali di stagione
Inviato da Redazione GI il 03-02-2010 16:58
Primula_apertura

Sconosciuta nell'antichità, la primula fu consigliata per la prima volta dalla badessa Ildegarda, nel Medioevo, come rimedio alla malinconia; nel XVI secolo il famoso medico e botanico Pietro Andrea Mattioli la suggeriva invece contro l'insufficienza cardiaca. La farmacopea moderna, oggi, ha stabilito che le primule selvatiche, grazie alle sostanze contenute (in particolare i flavonoli, la primulina, un derivato dell’acido acetilsalicilico e la vitamina C), hanno proprietà calmanti, antispasmodiche, depurative e antinfluenzali.

La coltivazione

Adatta per essere coltivata non solo in piena terra, ma anche in un vaso, da tenere sul davanzale o sul balcone, la primula durante la fioritura richiede una posizione molto luminosa, anche in pieno sole; mentre in estate preferisce la mezz'ombra. Fornitele un terreno neutro o mediamente acido, con terra di bosco, torba e sabbia in parti uguali.

E controllate il drenaggio. Innaffiatela frequentemente, se il terreno non è naturalmente umido e, durante l’estate in vaso, vaporizzate le foglie. Pianta perenne, resiste all'inverno senza bisogno di protezioni.

Come si raccoglie

Tutta la pianta può essere usata: le foglie giovani e i fiori vanno tagliati alla base con un coltellino affilato; si utilizzano freschi in cucina (periodo di raccolta: da gennaio ad aprile) e secchi in erboristeria (le foglie si raccolgono prima della fioritura, i fiori in aprile): fate attenzione a non sciuparli, nella raccolta e nel trasporto, perché anneriscono facilmente.

Per uso fitoterapico si impiegano anche le radici, da raccogliere in autunno: vanno estratte delicatamente scavando tutt'attorno alla pianta con una zappetta. Vanno poi accuratamente lavate.

Le foglie, i fiori e le radici raccolti per scopo medicinale devono essere seccati: le radici in pieno sole, foglie e fiori separatamente in un luogo ombroso e ventilato.

Non utilizzate le piantine ornamentali appena acquistate dal fioraio o nel garden center, sia perché potrebbero contenere residui di prodotti chimici, sia perché sono prive di poteri fitoterapici. Via libera invece alle primule già coltivate da voi in giardino o in vaso.

Tisane benefiche

• Quando l’influenza sta arrivando: versate un cucchiaino di fiori secchi in una tazza d'acqua bollente e lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e addolcite con miele. Bevete l'infuso tre volte al giorno, lontano dai pasti, fino alla scomparsa dei sintomi.

• Quando l’influenza è arrivata, con tosse e/o bronchite: bollite per 5 minuti un cucchiaio di radice essiccata e spezzettata in una tazza d’acqua; spegnete e fate riposare per 10 minuti; filtrate e addolcite con miele di timo o di rosmarino. Assumete il decotto due volte al giorno, lontano dai pasti.

• Quando è in arrivo il raffreddore: ponete in infusione due cucchiai di fiori e foglie essiccati in un litro d’acqua bollente per 10 minuti; filtrate e dolcificate con miele di melata o d’eucalipto. Consumatene due tazze al giorno, lontano dai pasti.

• Per depurare l’organismo dopo gli eccessi alimentari natalizi: mettete due cucchiaini di foglie essiccate e sminuzzate in una tazza d'acqua bollente per 10 minuti; filtrate e dolcificate con miele di tarassaco. Prendetene una tazza al giorno, lontano dai pasti (preferibilmente a metà pomeriggio), per almeno una settimana.

• Per depurare l’organismo in primavera: aggiungete una manciata di foglie tritate e fiori freschi e crudi all'insalata, una volta al giorno per almeno due settimane.

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