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Dall'Aptenia cordifolia ai robusti Delosperma: con i fiori che si aprono al sole
Inviato da Redazione GI il 06-07-2011 14:51
Delosperma

Puntuali come orologi, i fiori si aprono a mezzogiorno spaccato: quasi tutte le rappresentanti della solare famiglia sudafricana delle Mesembriantemacee (o Aizoacee) possiedono questa curiosa caratteristica. I loro fiori a forma di margherita, infatti, sono dotati di strutture particolari, di natura igroscopica che, disidratandosi con il calore del mezzogiorno, provocano l'apertura delle corolle; viceversa, quando all'avvicinarsi della sera l'umidità atmosferica aumenta, l'assorbimento di microgocce d’acqua determina la chiusura dei petali. Le piante capaci di questo prodigio, oggi reperibili anche in Italia, sono numerose, tutte succulente e facili da coltivare: sono quelle che appartengono ai generi Aptenia, Carpobrotus, Delosperma, Dorotheanthus, Drosanthemum, Lampranthus e Oscularia.

Le più conosciute
Deve il suo nome alle foglie che hanno una graziosa forma a cuore: Aptenia cordifolia è caratterizzata dai lunghi rami (fino a 1,5 m) orlati da foglioline cuoriformi e grasse, color verde tenero. Cresce in natura su terreni poveri o viene coltivata in vaso. I rami, che con il tempo lignificano, strisciano sul terreno negli esemplari coltivati su muretti o in aiuola, e ricadono mollemente da vasi e basket. Da aprile a ottobre si coprono di fiori color porpora-fucsia, durevoli, abbondantissimi e piccoli (1 cm di diametro). Tra i più diffusi nei garden center ci sono i robusti Delosperma, caratterizzati da foglie triangolari brevi, saldamente attaccate ai rami che raggiungono una lunghezza massima di circa 40 cm. D. cooperi è il più noto, vestito di fucsia, ma abbastanza reperibile è anche D. congestum, dai grandi (2 cm di diametro) fiori gialli. Sempre nei toni del porpora e fucsia ci sono D. aberdeenense e D. sutherlandii. È giallo D. nubigenum, dalle foglie più piccole e serrate attorno al ramo, mentre ha le corolle arancio D. floribundum. I Lampranthus invece, con la rispettabile altezza di 80 cm circa, formano col tempo cuscini naturali, dati dall’intreccio dei rami, che da maggio in poi si accendono di bianco, arancio, rosa, rosso e viola, in accordo con il significato greco del nome scientifico, "fiore che splende". L. violaceus, dalla corolla rosso-viola, è il più facile da trovare, così come L. aureus che, come dice il nome, ha fiori giallo-dorati, mentre meno frequenti sono L. glaucus con petali bianchi e centro giallo, e lo stupendo L. roseus che si distingue per i petali rosa o scarlatti che circondano un cuore giallo-oro.

Coltivarle è facilissimo
Le Aizoacee danno il massimo in regioni a clima mediterraneo, su terreni poveri, sabbiosi e ben drenati, non troppo calcarei (correggeteli eventualmente con sabbia o con un pochino d'argilla); per fiorire necessitano del pieno sole, inoltre amano l'aridità, cosicché in estate vanno innaffiate solo 1-2 volte a settimana, quando le foglie appaiono molto flaccide. Dove il clima è temperato, le perenni si possono coltivare in vaso, eventualmente da interrare durante la buona stagione e da riporre in serra o tra i doppi vetri delle finestre in inverno. Questa infatti è la stagione più ostica per alcune di esse: Aptenia, Drosanthemum, Oscularia e Carpobrotus richiedono temperature comprese tra 8 e 12 °C. Tutte le altre sopravvivono fino a una settimana a –8 °C senza alcuna protezione in Val Padana. Per incentivare la fioritura, eliminate sempre i fiori appassiti, tranne quelli che lascerete andare a seme per avere nuove piante l'anno successivo. Poco soggette a malattie, queste piante temono quasi esclusivamente gli afidi, contro i quali sono efficaci gli insetticidi a base di piretro. Tutte le Aizoacee si riproducono con grande facilità per talea: verso la fine della fioritura si prelevano i rametti apicali non fioriferi, lasciando loro solo 2-4 paia di foglie, eliminandole verso il basso vicino al nodo sotto cui si effettua il taglio. Si lasciano cicatrizzare all'aria e all'ombra per 24 ore, poi si piantano in un vaso con sabbia sempre umida: dopo circa un mese le talee avranno radicato e, nella primavera successiva, saranno pronte per essere piantate in giardino o in vaso. La moltiplicazione per seme è comunque ugualmente semplice: la semina va effettuata a fine aprile in piena terra nelle regioni mediterranee, oppure in marzo in serra a 15 °C se il clima è temperato, con messa a dimora in maggio; prima della semina è opportuno tenere i semi a mollo in acqua tiepida per un'intera giornata. Non abbiate fretta: le piantine cominceranno a fiorire solo dopo 2-3 anni. Infine, l’unico lato negativo di questa generosa famiglia: i fiori sfamano la terribile farfallina dei gerani (Cacyreus marshallii) perché, come l’insetto, sono originari del Sud Africa. Quindi, se coltivate le Aizoacee è sconsigliabile allevare anche i pelargoni.

(tratto da “I fiori di mezzogiorno”, di Elena Tibiletti, Giardinaggio n.7-8, 2009)

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