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Melone: varietà e segreti di coltivazione
Inviato da Redazione GI il 27-06-2011 15:29
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Quasi un simbolo dell'estate, fresco e gradevole, ideale anche per chi è a dieta in quanto poco calorico, il melone è oggi meno coltivato negli orti familiari perché, come l'anguria, il suo ingombro comporterebbe la rinuncia, in caso di piccoli orti, ad altre produzioni orticole. Di probabili origini africane, furono gli egiziani, grandi commercianti, a diffonderne la conoscenza anche in Italia: lo racconta il grande studioso e botanico Plinio (I secolo d.C.). I Romani ne erano grandi consumatori e da allora la coltivazione del melone si diffuse in tutta Italia in varietà diverse; quelle del Meridione sono capaci di maturare fino al tardo autunno mentre le varietà padane, tipicamente estive, hanno una conservabilità molto limitata ed esprimono il meglio del loro sapore e del loro profumo nel periodo compreso tra luglio e settembre. Oggi i meloni sono presenti al supermercato tutto l'anno dal momento che il mercato globale ne consente la commercializzazione da aree di produzione diverse. Non è raro trovare in qualunque periodo dell'anno frutti che provengono dalla Spagna, dal Marocco e persino dal Costarica.

 

Varietà
• I tradizionalisti sceglieranno senz'altro le varietà locali italiane, tra quelle tipiche del Sud, che apprezzano un clima estivo molto caldo ma anche ventilato, squisitamente mediterraneo, ci sono il Napoletano con frutto a buccia verde e polpa biancastra e il melone di Cosenza a buccia rugosa, con frutti molto grossi (anche 2 kg) e capace di maturare, in clima mite, fino al tardo autunno, tanto che spesso viene proposto anche come frutto natalizio.
• I meloni padani hanno invece la prerogativa di una minore sensibilità all'afa e al caldo stagnante tipico della pianura. Il melone mantovano è oggi considerato forse il migliore. La sua produzione è protetta da un consorzio che mira alla nascita del melone mantovano IGP. Il melone è senz’altro “principe” nel Mantovano, al punto da dare il nome a una varietà assai apprezzata, di colore giallo, con striature verdi e forma tondo-ovale. Qui compaiono le documentazioni storiche più antiche, risalenti alla fine del Quattrocento, l’epoca della scoperta delle Americhe. Nell’Archivio Gonzaga sono conservati scritti che mostrano l’importanza della coltivazione di tale frutto in questa zona già 500 anni fa.
• Esistono poi molte varietà ibride F1 americane, a polpa gialla o bianca, e anche verde. Il 'Piel de sapo' o 'Pinonet' è una varietà spagnola molto precoce a polpa bianca, dolce e resistente alle malattie, che oggi troviamo spesso anche al supermercato.

 

Accorgimenti di coltivazione
• Il melone è una specie ortiva piuttosto facile e resistente, ma comunque sensibile ad alcune malattie di natura crittogamica (fungina). Purtroppo si tratta di patologie difficilmente risolvibili, pertanto l'unica strada per proteggere le piante è quella di attuare una corretta prevenzione attraverso metodologie di coltivazione idonee. La fusariosi è una patologia micotica provocate da specie fungine appartenenti al genere Fusarium. La tutela comporta un lungo ciclo di rotazione, anche 3-4 anni, il che vale anche per anguria e cetriolo. Inoltre è opportuno preferire, nei terreni in cui la fusariosi si è manifestata, le varietà meno sensibili, che appartengono alla tipologia F1, oppure i meloni innestati che sono reperibili in piantina pronta al trapianto con il vantaggio di un attecchimento facile e di uno sviluppo rapido.
• Un altro problema è il mal bianco (oidio), di facile diffusione quando l'ambiente è mite, umido e poco arieggiato. Se sulle foglie appaiono le tipiche macchie biancastre occorre trattare con un prodotto anticrittogamico specifico, a base di zolfo, di mattina presto o al tramonto, e migliorare l'arieggiamento eliminando parte delle foglie se troppo affollate.
• Attenzione, in fase di maturazione, all'umidità del terreno. Se il suolo è impregnato di acqua, posizionate sotto i frutti delle assicelle di legno, delle pietre o dei mattoni, togliendo le foglie che ombreggiano i frutti.

(tratto da "Melone, re dell'estate italiana", di L.Lombroso, Giardinaggio, luglio 2011)

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