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Le piante cinesi
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:34
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La Cina è definita ‘madre del giardino’ per la straordinaria situazione geografica del suo territorio. È, infatti, l’unico paese con connessioni ininterrotte tra foreste tropicali, subtropicali, temperate e boreali, che hanno favorito lo sviluppo di ricche associazioni di piante, rare o introvabili nel resto del mondo, con oltre 31.000 specie native, un ottavo dell’intero pianeta. Questa abbondanza di risorse naturali è anche collegata a un’antica tradizione agricola e a una particolare abilità nella cura e coltivazione delle piante, un talento che ha fornito oltre il 50% delle specie ornamentali a nostra disposizione. Nel corso della storia, oltre 2000 native commestibili provenienti dalla Cina hanno fatto il giro del mondo. Tra queste thé (Camellia sinensis, il cui uso risale almeno al secondo secolo a.C.), riso, soya, arance, limoni, cetrioli, pesche, albicocche, zenzero, anice e ginseng. Fiori come simboli Per millenni i cinesi hanno selezionato e perfezionato esemplari decorativi da utilizzare nei giardini e fonte al contempo di grande ispirazione artistica e letteraria.

Le piante più amate sono presenze tradizionali, ricche di riferimenti simbolici. Un esempio caratteristico è la peonia, la cui celebrità in Cina è pari a quella della rosa in Occidente e che tramanda il concetto di agiatezza onesta e rispettabile, di nobiltà di carattere e solidi valori. La "regina dei fiori" è simbolo della primavera e metafora di bellezza e fertilità femminile ed era oggetto di un vero e proprio culto già nel 1000 a.C., quando era protetta dagli imperatori, che favorivano il lavoro di incrocio e selezione di generazioni di ibridatori, grazie a ingenti retribuzioni. Le forme erbacee (Paeonia lactiflora, P. albiflora, P.officinale), con radici carnose dagli impieghi medicinali, vengono intensamente coltivate anche per il taglio, un utilizzo che permette di apprezzarne al meglio la bellezza. Tutte le specie, arbustive o perenni, compresi gli innumerevoli ibridi odierni, si sono adattate perfettamente alla maggior parte delle regioni italiane caratterizzate da clima continentale (con chiara distinzione termica tra le stagioni), in posizioni soleggiate e terreni fertili ben lavorati inizialmente.

All'origine dei nostri ibridi

L’influenza delle piante cinesi sulla vegetazione dei paesi occidentali è stata fondamentale anche nel fornire il materiale primario da cui si sono ottenuti incroci di successo e di grande diffusione. Magnolia x soulangeana, uno degli alberi più popolari nei giardini di tutta Europa, deriva da M. denudata (coltivata in Cina per oltre un millennio e tuttora molto diffusa), che arrivò in Europa nel 1789 e M. liliflora, introdotta l’anno seguente. Il primo esemplare ibrido fiorì per a Parigi nel 1826 e fu un immediato successo. Anche la splendida fiamma gialla della forsizia comune (Forsithya x intermedia) deve la sua esistenza all’introduzione di F. suspensa (nel 1833) e di F. viridissima, scoperta nel giardino di un mandarino a Chusan e importata in Inghilterra nel 1840 da William Fortune. Migliaia di varietà ed ibridi di azalee, rododendri, camelie, gelsomini, primule, viburni, lillà sono stati creati utilizzando native cinesi.

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