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Spinaci e bietole, come coltivarli con successo
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:34
Summerspinacha07_27 apertura

• Per la brevità del ciclo produttivo e la tolleranza al freddo, lo spinacio si presta bene all’orto familiare. Basta un po' d'attenzione iniziale a scegliere le varietà impiegate per il consumo fresco, in funzione del tipo di foglie e del cespo: per esempio America, Riccio d'Asti o Bloomsdale, Matador.

• Le condizioni di sviluppo più favorevoli si hanno durante le stagioni primaverile e autunnale. Il ciclo colturale breve (45-70 giorni) facilita l'avvicendamento (sconsigliato solo con altre Chenopodiacee) e la consociazione con altri ortaggi (cavoli, carote, sedano, ravanelli e rape), mentre l'ottima tolleranza al freddo consente di coltivarlo anche in periodi dell'anno in cui i terreni restano normalmente inutilizzati (le piante possono resistere fino a –7 °C).

• Predilige suoli sabbiosi o di medio impasto, ben strutturati e profondi, con pH neutro o debolmente basico e buona dotazione di sostanza organica. Il terreno va lavorato in agosto, effettuando un'aratura o una vangatura a una profondità di 30-35 cm (eventualmente incorporando 10-20 kg di letame maturo ogni 100 mq) e, in prossimità dell'impianto, una rastrellatura, funzionali all'affinatura e al livellamento del letto di semina. L'azoto va somministrato in parte alla semina e in parte in copertura, senza superare gli 8-10 hg/100 mq.

• La semina si esegue a dimora a file distanti 15-30 cm, ponendo i semi a una distanza di 4-8 cm sulla fila e a 1-2 cm di profondità, da febbraio ad aprile per raccolti primaverili; da fine agosto ai primi di ottobre per produzioni autunnali; in ottobre-novembre per raccolti invernali.

• Nelle coltivazioni primaverili e nelle aree a clima più fresco possono essere sufficienti semplici irrigazioni di soccorso, mentre nel periodo estivo le annaffiature iniziano subito dopo la semina e continuano durante l'intero ciclo. Evitate la bagnatura diretta delle foglie e pacciamate con un leggero strato di paglia. Bietola, da costa o da foglia

• La bietola è una specie ortiva a ciclo biennale, annuale in coltivazione. È disponibile in una gamma molto vasta di varietà del gruppo delle bietole da erbucce o da foglia, con cespi di dimensioni più contenute e piccioli poco sviluppati, e delle bietole da costa, con grandi foglie e coste larghe, spesse, carnose e di colore verde pallido, bianco, argento o rosa-violetto.

• Ha buona tolleranza alle basse temperature (sopravvive per brevi periodi anche a –1/–3 °C) e si adatta ai climi più caldi e siccitosi. Il letto di semina deve essere soffice, libero da infestanti e ben livellato; durante la vangatura si incorporano 20-30 kg di letame ogni 100 mq, mentre l’azoto si somministra durante la coltivazione. Avvicendamenti e consociazioni sono gli stessi dello spinacio.

• Si semina a dimora su file a distanza di 30-50 cm con piante, dopo il diradamento, a 20-40 cm l’una dall’altra, alla fine dell’inverno (febbraio-marzo) per raccolti estivi, e in autunno (settembre-ottobre) per quelli primaverili. Si può anche ricorrere al trapianto, soprattutto per la bietola da costa.

• L’annaffiatura deve essere costante; le sarchiature vanno eseguite a cadenze regolari per mantenere il terreno libero da infestanti.

• La raccolta delle bietole da costa si esegue asportando le foglie che hanno raggiunto la maturazione (20-30 cm di altezza) e può protrarsi dai 60-80 fino ai 120-150 giorni; per le cultivar da taglio si sfalcia il cespo a pochi centimetri dal terreno, per favorire il ricaccio della pianta.