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Lonicere e caprifogli: rampicanti aggraziate
Inviato da Redazione GI il 25-05-2011 17:39
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Ne abbiamo parlato con Roberta Marchesi, una giovane vivaista lombarda che, con il marito Enrico Riva, coltiva con passione, fra le tante piante particolari presenti nel suo vivaio Il Peccato Vegetale, le specie rampicanti più eleganti. Tra queste, le lonicere o caprifogli meritano un posto di riguardo, anche per l’architettura complessa, ma leggera, dei fiori: Roberta ne svela tutti i segreti in 5 domande.

1 Quali sono le specie e varietà adatte al Nord Italia?

Il genere Lonicera comprende circa 200 specie diffuse prevalentemente nelle zone boscose e montuose dell’Eurasia e dell’America, anche ad altitudini elevate: molte di esse sono rarissime e quasi introvabili. Le lonicere rampicanti più conosciute e adatte al clima del Nord Italia sono: L. caprifolium (dal fiore bianco-giallo), L. periclymenum (con fiore bianco-giallastro- rosa), L. japonica (dal fiore bianco) anche con le varietà ‘Halliana’ e ‘Purpurea’ (quest’ultima sfoggia un fogliame color porpora), L. x heckrottii (con fiore giallo soffuso di rosso), L. henryi (dal fiore giallo aranciato). Le lonicere ad arbusto che vivono bene nel Settentrione sono: L. nitida (con fiore bianco crema), L. pileata (dai fiori minuscoli, ma con fogliame variegato), L. tatarica (con fiore rosa) e L. fragrantissima (dal fiore crema).

2 Quali invece sono le specie e varietà che possono vivere bene nel Sud Italia?

Per la coltivazione al Sud, oltre alle specie prima elencate, si possono aggiungere alcune specie rampicanti come L. etrusca (dal fiore giallo-rossastro), L. sempervirens (con fiore arancio), L. x brownii (dal fiore arancio scarlatto), L. x tellmanniana (con fiore giallo bronzo) e L. hildebrandiana (dal fiore bianco crema).

3 Come si esegue un impianto della lonicera a regola d’arte?

Le lonicere sono piante generalmente molto rustiche e poco esigenti. La mezz’ombra è sicuramente la collocazione migliore, tenendo presente che la maggior parte delle lonicere in natura vive nel sottobosco. Per le specie rampicanti, l’esposizione ideale è quella che permette alla pianta di essere ben raggiunta dai raggi solari sulla chioma, mentre il piede (cioè la base della pianta) rimane in ombra. Per la messa a dimora si deve scavare una buca profonda il doppio della dimensione del vaso in cui si trova la pianta. Sul fondo della buca si mette uno strato di concime organico (lo stallatico, per esempio); lo si ricopre con uno strato di buon terriccio da giardino; si appoggia la zolla di terra della pianta; si colmano gli spazi vuoti fra la zolla e la buca con lo stesso terriccio, comprimendo leggermente; in seguito si bagna. Se state piantando una lonicera rampicante, completate la messa a dimora legando i tralci della pianta a un graticcio appoggiato Lonicera japonica a un muro (che è meglio non sia esposto al pieno sole del mezzogiorno, per evitare un eccessivo riscaldamento in estate), oppure attorno a un pilastro o lungo la rete di una recinzione.

4 Di quali cure ha bisogno dopo l’impianto?

Essendo piante molto rustiche, le lonicere in piena terra, una volta che hanno ben attecchito, avranno bisogno solo di irrigazioni di soccorso, nel caso si verificassero lunghi periodi di siccità. Saranno invece da bagnare con costanza le lonicere coltivate in vaso. Quanto alla concimazione, è importante somministrare con regolarità un fertilizzante, meglio se di tipo organico, da incorporare al terreno alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.

5 Quali sono le specie che si possono coltivare in vaso?

Tutte le specie di lonicera sono adatte alla coltivazione in vaso. Per farle vivere e fiorire bene, bisogna però avere sempre l’accortezza di utilizzare vasi abbastanza capienti (40 x 40 x 40 cm le misure minime) e di collocarli nella giusta esposizione.

(tratto da “Caprifogli che passione”, Giardinaggio n.6, 2007)

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