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Il giglio: in vaso e in giardino
Inviato da Redazione GI il 24-05-2011 19:20
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Se pensate di essere in grave ritardo, vi sbagliate: i lilium, che si acquistano adesso in forma di ‘cipolle’ con un germoglio verdastro, sono piante dalle risorse inaspettate. Basta mettere nel terreno queste ‘cipolle’, senza bisogno di concimare; tenere il terriccio fresco e umido ma non fradicio; trovare una posizione luminosa, ideale il sole dall’alba a mezzogiorno. E il gioco è fatto: in luglio vi troverete le piante ben sviluppate e con una massa di enormi fiori, spesso talmente profumati da stordire. Uno dei vantaggi del giglio ibrido è che ha bisogno di pochissima terra: si accontenta di una ciotola o di un vaso, meglio se di terracotta perché il bulbo ha bisogno di respirare e di evitare il ristagno costante di umidità. Tutte le varietà ibride formano un bel fogliame che va lasciato avvizzire naturalmente se volete ricoltivare la pianta l’anno successivo.
Tra giugno e luglio fioriscono anche i gigli della flora selvatica italiana: il giglio martagone, dai petali arricciati, rosa con macchiette nere, e il giglio rosso (Lilium bulbiferum) con i petali disposti a formare una coppa. Entrambi crescono in quota, il secondo anche fino a 2000 metri, nei soleggiati prati delle Dolomiti è un incontro frequente: da guardare e non toccare, è una specie protetta.

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