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Lo spettacolo degli arbusti
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:34
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Cromatismi di grande impatto

Su vasta scala la successione di sgargianti tonalità che si accendono nei fogliami durante l’autunno crea coreografie mozzafiato. I giardini ampi possono avvalersi del contributo di molte alberature di grandi dimensioni, come Liquidambar, Fagus, Quercus palustris, Nyssa, Parrotia e Ginkgo, per creare scenari di notevole impatto. Se la situazione permette presenze arboree di medio sviluppo si potrà usufruire di specie dalla crescita più moderata, tra cui varie betulle, come Betulla utilis var. jacquemontii per la chioma autunnale dorata che cede il passo alla corteccia candida, numerosi sorbi (Sorbus ’Joseph Rock’) e pruni ornamentali (Prunus sargentii) oltre ad aceri dalle tonalità aranciate o dorate (Acer griseum, A. saccharinum, A. grandidentatum e A. obtusatum). In circostanze più limitative infine ci si può invece affidare ad arbusti o alberelli interessanti in ogni stagione, tra cui l’acero giapponese (Acer palmatum) in tutte le sue versioni.

Belli e affidabili

Altri arbusti caduchi di grande effetto sono Cercis ‘Forest Pansy’, Viburnum opulus, V. plicatum tomentosum ed Euonymus alatus, che si tingono in ottobre di toni ciliegia. Tutti possono raggiungere oltre 3-4m in altezza e diametro 3-4m e si esprimono al meglio se non vengono costretti nello sviluppo. Di facile gestione Cotinus coggygria ‘Royal Purple’ e ‘Velvet Cloak’: meritano un posto di rilievo in tutti i tipi di giardino, singolarmente o in gruppo, per le belle foglie ovali color rubino che li contraddistinguono da metà primavera e le intense sfumature rosso aranciate in autunno.


Fioriture tardive

In rare occasioni i virtuosismi autunnali del fogliame sono accompagnati da tardive fioriture. Preziosa è Hydrangea quercifolia (1.5x1.5m) che assume colorazioni rosso brune mentre le grandi spighe candide si tingono di rosa carico, caratteristica condivisa dalle infiorescenze globose delle ortensie comuni (H. macrophylla in varietà) e dalle spighe di H. paniculata. Viburnum farreri, produce a ottobre fiorellini bianco rosa profumati, quando il colore del fogliame si intensifica nei toni ramati. Rustiche, nonostante l’apparenza delicata dei fiorellini azzurro cielo, Ceratostigma plumbaginoides e C. wilmottianum sono perenni semilegnose che fioriscono da agosto fino ai primi freddi, quando il fogliame caduco si infiamma diventando il complice ideale dei cromatismi di stagione.

In situazioni protette alcune Hebe a fioritura tardiva, come Hebe ‘Autumn Glory’ ed Hebe x franciscana ‘Blue Gem’, forniscono utili accenti di colore con fiori generalmente lilla, blu o rosati riuniti in piccole pannocchie erette. Per incendiare di rosso scarlatto un'intera parete della casa o il muro di cinta, classica la vite americana (Parthenocissus tricuspidata). Vitis vinifera ‘Purpurea’ è invece una splendida versione color rubino della vite fruttifera comune e rappresenta una valida soluzione per pergolati estivi e simili strutture, che beneficiano sia del fogliame ombroso che delle brillanti colorazioni stagionali. Nei climi miti si può associare a Solanum crispum o S. jasminoides ‘Album’, solanacee sarmentose che fioriscono senza sosta da maggio ai primi freddi.


Frutti e bacche tra le foglie

Come tappezzanti dalla regolare produzione fruttifera, i più efficaci rimangono i Cotoneaster: ne esistono di sempreverdi o caduchi, tra cui il migliore è Cotoneaster horizontalis per i fiorellini bianchi primaverili e le bacche scarlatte di fine estate, molto durature. Molti generi offrono frutti interessanti: per esempio le bacche rosse di Viburnum opulus, che fanno capolino tra il fogliame quando comincia a cambiare colore; altri frutti invece sono già evidenti a fine estate e durano buona parte dell’inverno, come quelli di Nandina domestica, Skimmia japonica, Pyracantha e delle rose arbustive (tra cui Rosa rugosa).

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