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Il prato in autunno e inverno
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:33
Prato gelo foglie apertura

Dopo il gran caldo di agosto, a settembre l'erba sembra riprendere vita. È proprio in questo periodo che occorre prendersi cura del prato, per prepararlo al meglio alla prossima stagione.

Come? La prima regola riguarda l'irrigazione: non bisogna trascurare la fornitura di acqua, perché una persistente siccità autunnale provoca indebolimento. Ma anche l'eccesso d’acqua è dannoso, in particolare se si verificano marcescenze radicali. Ma se l'equilibrio pioggia-sole si mantiene su livelli ottimali, il prato si presenta bello, florido e verde. E l'erba cresce, richiedendo ancora fino ai primi di novembre qualche intervento di taglio. Se possedete un tosaerba o trattorino dotato del sistema mulching (triturazione dell'erba con rilascio sul terreno durante il passaggio di taglio), occorrerà rinunciare a questo sistema. Adesso lo straterello di erba tagliata tra i fili d'erba potrebbe provocare la formazione di feltro, compattandosi a seguito di piogge e umidità. Dunque via libera al rastrello.

Attenti al muschio
È un nemico frequente e tenace. Si tratta di vegetali parassiti che si sviluppano a scapito delle graminacee. Ovviamente uno dei motivi principali di crescita del muschio è legato alla carenza di illuminazione solare, frequente ai piedi di alberi e siepi. I prodotti antimuschio possono essere impiegati sia in forma preventiva che curativa. Dopo la somministrazione, quando il preparato ha compiuto il suo effetto, raccogliete il muschio seccato con il rastrello o l’aeratore, poi somministrate un fertilizzante a lenta cessione indicato per la stagione fredda e innaffiate.

Arieggiare e scarificare
La lotta contro il muschio si effettua anche con i dovuti interventi di scarificazione. Gli scarificatori, a mano o con motore elettrico o a scoppio, sollevano lo strato di feltro e muschio, che può poi essere rimosso facilmente con il rastrello; alcune macchine sono dotate di un sistema di raccolta automatizzato. L’arieggiatura va fatta dopo aver scarificato. In terreno molto pesante si utilizza un attrezzo specifico, la carotatrice: si tratta di una macchina che scava ed estrae piccole “carote” di terra, lasciando il suolo bucherellato: questi fori vanno riempiti con terra leggera mista a sabbia, creando così le condizioni per l’espansione delle radici e il drenaggio dell’acqua piovana e di irrigazione. Anche la concimazione è importante: il prodotto, preferibilmente del tipo a lenta cessione, va sparso solo se il terreno non è troppo compatto.

Arriva l'inverno
Con l'accorciarsi delle giornate e il calo delle temperature le graminacee prative entrano in fase di riposo. L'erba non cresce più e in qualche caso comincia a ingiallire: certe specie, come la gramigna (Cyonodon dactylon), perdono il colore verde tra dicembre e marzo, ma l'erba non muore e con il crescere della luce e delle temperature riprende il suo aspetto decorativo. Anche la zoisia (Zoysia japonica e altre specie) sbiadisce in inverno. In ogni caso i fili d'erba sono sensibili: il calpestio è da evitare o limitare al minimo, soprattutto se c'è brina. Anche la neve sul prato non andrebbe calpestata.

Il terriccio di copertura
Quando il manto erboso manifesta i primissimi segnali di degrado è bene aiutarlo a superare la cattiva stagione mediante una copertura con uno straterello di terriccio, composto da buona terra agraria (20%), letame stagionato (20%), torba e residui organici decomposti (la dose per 1.000 mq è di circa 3 metri cubi),. L’operazione si effettua tra fine novembre e i primi giorni di dicembre.

 

Ecco il nostro video tutorial sulla trasemina:

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