Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
curare il giardino
Gi
Il giardino ecosostenibile
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:33
Apertura_9

Mentre il paesaggio che ci circonda si fa via via più cementificato, aumenta il numero di coloro che sentono l’esigenza di ritrovare l’armonia con la natura, che hanno il desiderio di riveder volare api e farfalle, di accogliere coccinelle e lucertole, di sentire il cinguettio degli uccellini. Prendono così piede tecniche di coltivazione biologiche e biodinamiche, che evitano prodotti chimici; si cerca di favorire la biodiversità; si recuperano antiche varietà di alberi e arbusti; si utilizzano piante spontanee per decorare. Se anche voi pensate a un giardino che rappresenti un concreto contributo al futuro del nostro pianeta, ecco alcuni consigli.

Un ecosistema perfetto
Il giardino naturalistico è quello che prende ispirazione dall'ambiente che lo circonda: boschi, stagni, campi, ruscelli, siepi. Alberi e arbusti sono quelli più diffusi nel paesaggio spontaneo, senza cultivar dalle fioriture vistose né fogliami variegati, sostituiti dalle specie originarie, che si possono riprodurre per seme. Se la scelta delle specie d'impianto è fatta secondo natura, e se si lasciano le piante libere di svilupparsi, la manutenzione può essere basata esclusivamente sul controllo, sulla concimazione, sull’eventuale ricarica del terreno con sostanze acidificanti e sull'irrigazione.

Incentivare la biodiversità
La creazione di un giardino tutto naturale è più facile in un grande spazio di campagna, dove per esempio si possono lasciare libere le siepi di svilupparsi secondo natura. Più difficile in uno spazio ridotto, ma con un po’ di pazienza è possibile stabilire un equilibrio che permetta al verde di svilupparsi riducendo al minimo gli interventi del giardiniere e azzerando l’uso di concimi. La parola d’ordine è biodiversità. Per incentivare la componente faunistica, si deve incrementare quella floristica: alberi e arbusti sono i tipi vegetali che offrono il maggior rifugio e alimento agli animaletti. Se avete poco spazio, inserite almeno qualche nido, sia per uccelli (che vengono attirati anche dalle mangiatoie in inverno) sia per insetti; e lasciate un mazzo di fascine (rami potati) per dare riparo ai ricci.

Solo piante indigene
L’ossatura del giardino va formata con siepi miste di alberi e arbusti, che dividono lo spazio in ambienti più piccoli e li proteggono dai venti, dal freddo, dal calore estivo. Nel caso, molto frequente, di un piccolo spazio a disposizione, i rampicanti sempreverdi come edera e rincospermo, che salgono in altezza e non occupano spazio orizzontale, possono mascherare i confini con altre proprietà. Nella scelta delle piante arboree o arbustive, è importante prediligere specie autoctone, che saranno in armonia con il paesaggio circostante e si adatteranno all’ambiente (clima e terreno). Un consiglio in più: se abitate in un centro urbano molto inquinato date la preferenza a specie resistenti allo smog: carpino (Carpinus betulus) e carpino nero (Ostrya carpinifolia), nocciolo (Corylus avellana), leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens), Chamaecyparis lawsoniana, cipresso (Cupressus sempervirens) e cipresso di Leyland (Cupressocyparis), abete rosso (Picea excelsa) e tasso (Taxus baccata).

Splendidi fiori di campo
Ogni strato della vegetazione deve essere rappresentato; oltre ad alberi e arbusti, sono importanti le tappezzanti e le erbacee perenni, ricche di fioriture e aromi. Un prato fiorito dove possano crescere e disseminarsi i fiori selvatici, per esempio, è molto decorativo, ed è la soluzione migliore per invitare le farfalle: basterà seminarvi crescione dei prati, ginestrino, papavero, nigella, gipsofila, alliaria, fiordaliso, malva, viole, potentilla.

Pesticidi addio
E se le piante si ammalano? In un giardino naturale le specie viventi interagiscono per creare un ecosistema equilibrato. Ma può capitare che l'equilibrio venga alterato e che alcuni organismi prendano il sopravvento e diventino dannosi per le piante. Si sviluppano allora malattie o compaiono infestazioni di parassiti animali quali acari, afidi e cocciniglie. L’alternativa più naturale all’uso di insetticidi è la lotta biologica, basata cioè su insetti predatori dei parassiti (che si acquistano vivi in piccole confezioni).

Si possono poi mettere in campo consociazioni virtuose di specie: gli afidi, per esempio, si possono tenere lontani dalle rose interrando al loro piede spicchi d’aglio (10 per rosaio) o piante di aglio, di prezzemolo o di piretro (almeno 5). O, ancor, irrorare alcuni preparati casalinghi con sapone di Marsiglia (10 g in scaglie in 10 l d’acqua), ortica (1 kg macerati in 10 l d’acqua per 6 giorni e filtrati), aglio (una testa bollita in mezzo litro d’acqua e filtrata. Le cocciniglie si possono combattere con silicato di sodio e olio di pino in parti uguali (intervenendo ogni 15 giorni), e i ragnetti rossi e verdi con una mistura di silicato di sodio e sapone molle (ogni 10 giorni). Il rimedio più efficace ammesso in agricoltura biologica è il piretro, sostanza insetticida estratta dalla margherita Tanacetum cinerariifolium: attivo contro numerosi insetti (quali afidi, coleotteri, cicaline, mosca bianca, larve di lepidotteri ecc.) è naturale, ma non innocuo perché può intossicare anche gli insetti utili e i pesci.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA