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Schefflera: coltivazione e accorgimenti
Inviato da Redazione GI il 05-05-2011 18:01
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Di moda negli anni '70 e '80, la Schefflera è stata recentemente riscoperta per la sua bellezza, ma anche per la robustezza e resistenza: vi accompagnerà per 20 anni circa senza grandi cure, a patto di non tenerla in luogo molto caldo e di mantenere un’atmosfera umida.

È una pianta leggera e decorativa, tollera il fresco e la poca luce e, nelle varietà nane, si adatta a piccoli ambienti. Esistono notevoli differenze fra le piante giovani e quelle adulte: le prime spesso sono un po’ sgraziate, con foglie esageratamente grandi rispetto al fusto, munite di sole 3 foglioline (contro le 5-9 degli esemplari adulti, secondo la specie). Le piante mature invece sono armoniche, aggraziate, ricche di foglie ben proporzionate: per questo, se ben fatti, i soggetti adulti costano in proporzione molto di più di uno giovane.

 

Com’è fatta
Schefflera arboricola, appartenente alla famiglia delle Araliacee e originaria di Polinesia e Indonesia, è dotata di fusti semi-legnosi, alti fino a 1,50 m, ha eleganti foglie lucide, composte da 9 foglioline raccolte in un’ombrella perfetta (donde il nome comune di “pianta ombrella”). Per ottenere un effetto estetico più compatto, è uso comune raggruppare 3-4 esemplari, magari di altezze diverse, in uno stesso contenitore.

Come coltivarla
La Schefflera preferisce una posizione luminosa, rigorosamente riparata dal sole diretto, ma si adatta bene anche all’ombra. Garantite un certo movimento d’aria, ma evitate correnti fredde. Vuole un terriccio per piante verdi, torboso e drenato. In inverno, vuole una temperatura di 15-18 °C (mai sotto i 12 °C); in primavera ed estate può essere traslocata all'aperto, dove si adatta bene al caldo. In inverno va bagnata una volta a settimana, in estate anche 2-3 volte. Vaporizzate regolarmente il fogliame, d'estate ma anche d'inverno quando i termosifoni sono accesi, nebulizzando giornalmente con acqua lasciata riposare (che non lascia le righe bianche di calcare): le foglie rimarranno più turgide e nasceranno più germogli. Da aprile a settembre, la pianta gradisce una concimazione ogni 30 giorni, con un prodotto per piante verdi diluito nell’acqua d’irrigazione. Non potatela perché in genere ha un fusto solo, e il taglio delle foglie la rende antiestetica. Raggruppatela su un tutore legandola con un filo di colore verde.

 

Varietà da sperimentare
Schefflera actinophylla è la più comune specie coltivata. Ha un fogliame splendido, lucido e verde scuro. Esistono anche varietà a foglia variegata, che restano di taglia più ridotta, ma richiedono più luce. In case piccole, meglio scegliere la specie nana, Schefflera arboricola, in due varietà molto simili tra loro: ‘Hong Kong’ e ‘Geisha Girl’.

 

Rinvaso e moltiplicazione
Ogni due anni va trapiantata in un contenitore di almeno una misura in più. Quando è già adulta e ben sviluppata, deve essere svasata in primavera per rinnovare il terriccio. Utilizzate un substrato costituito per metà da terriccio per piante verdi e per metà da humus. Create un buon drenaggio sul fondo del vaso. Si moltiplica per talea di fusto, tra aprile e giugno, in terra.

 

I suoi nemici
Se la pianta si allunga distanziando molto le foglie tra di loro e il fusto rimane molto esile, è il caldo eccessivo oppure la scarsità di luce. Se le foglie schiariscono e poi scolorano in modo uniforme, è la mancanza di concime. Se invece la scoloritura è a minuscoli puntini, disomogenea, con sottili ragnatele sulla pagina inferiore, è il ragnetto rosso. Se le foglie si arricciano, presentano piccoli insetti verdi o neri, appaiono appiccicose e lucide, sono gli afidi. Se sotto le foglie e lungo i fusti si notano puntini scuri, immobili, o insetti bianchi, cotonosi, sono le cocciniglie.

Articolo di Elena Tibiletti

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