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Potatura, alberi da frutto diversi richiedono pratiche specifiche
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:33
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Le Pomacee (melo e pero) sono i fruttiferi che necessitano di una regolare potatura, da condurre ogni inverno, dopo la caduta delle foglie. Soprattutto il melo presenta rami a legno molto robusti, dalla corteccia liscia con internodi allungati fino a 80-90 cm: questi rami vanno potati di almeno un terzo (il cosiddetto taglio di ritorno). I rami a frutto (che si dipartono dai rami a legno) sono invece quelli che portano i dardi, le lamburde e i brindilli: i dardi sono rametti molto corti (max 7-8 cm), tozzi e grossi, con sole gemme a frutto; le lamburde sono rami un pochino più allungati (max 12-15 cm) con prevalenza di gemme a frutto su quelle a legno. Entrambi questi tipi di ramo non devono essere potati, pena l’assenza di raccolto. I brindilli invece sono rami piuttosto esili, con gemme a foglia tranne quella apicale che qualche volta è a fiore. Se sono corti e con la gemma apicale a fiore, si possono lasciare nel caso in cui la pianta porti pochi dardi e lamburde; se invece sono lunghi e con la gemma apicale a foglia, in agosto si ripiegano a formare un cerchio perché la linfa scorra meno e le gemme a foglia possano trasformarsi in gemme a fiore; se infine sono lunghi senza la gemma apicale, si potano a quattro-cinque gemme sul melo e a sei sul pero. La potatura di produzione sul melo deve essere più energica rispetto a quella del pero.

Sulle Drupacee invece, è preferibile la potatura verde, che si conduce in estate dopo il raccolto ed è indicata per il pesco, l’albicocco e il ciliegio. La potatura verde consiste nell’accorciare i rami troppo sviluppati, e nell’eliminare i polloni, i getti concorrenti con quelli destinati a formare la struttura principale o in sovrannumero, i rami cresciuti verso l’interno, e tutti quei rami, rametti e gemme che non servono per la formazione della chioma o la produzione dei frutti l’anno successivo. Con questo tipo di potatura si forniscono più aria e più luce, per cui i rami rimasti lignificano meglio o maturano maggiormente, e c’è minor pericolo di malattie; inoltre si mantengono le dimensioni nella pianta adulta. Se condotta con il frutto sulla pianta, questo metodo serve, infine, a favorire la maturazione dei frutti, eliminando i germogli troppo vigorosi.

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