Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
curare il giardino
Gi
È momento della potatura? alberi da frutto questi sconosciuti
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:33
Apertura_12

È uno dei momenti cruciali e più carichi d’incertezza nella vita del giardiniere amatoriale: ci stiamo riferendo alla potatura degli alberi da frutto, operazione importantissima, perché anche (o soprattutto) da essa dipende la futura produzione di frutti. Una potatura ben condotta, infatti, potrà incrementare il raccolto, una mal riuscita comprometterà non solo l’annata successiva ma perfino alcuni anni a venire. Potatori non ci si improvvisa, ma si diventa dopo anni di studio ed esperienza sul campo. Oltre alla passione e a una buona memoria, solo la pratica semplificherà via via l’operazione: nel tempo, infatti, “si fa l’occhio” su ciò che deve essere eliminato perché superfluo o addirittura dannoso allo sviluppo della pianta. Naturalmente, il primo passo consiste nell’imparare a distinguere le gemme a legno (quindi a foglia), più sottili e appuntite, da quelle a fiore (dunque a frutto), più grosse e rotonde.

La potatura di formazione e quella di ringiovanimento

La potatura è importantissima nei primi anni, quando si deve effettuare la potatura di formazione. Per evitarla si possono acquistare in gennaio-febbraio piante di due-tre anni d’età, che sono già state potate e indirizzate in vivaio. Se invece acquistate astoni di un anno, il vivaista avrà spuntato solo la cima e i rametti tipo brindilli, quindi nei due anni successivi bisognerà dare la forma alla pianta. In ambito familiare, è preferibile l’allevamento a spalliera o a vaso, che garantisce una maggior facilità di raccolta.

Nell’inverno del secondo anno di vita si procede all’impostazione: se la forma deve essere a spalliera, si procede tagliando i rami rivolti verso il sostegno lasciando una-due gemme e verso il lato opposto lasciandone due-tre. Per ottenere la forma a vaso si potano i rametti laterali tagliando dopo la terza o quarta gemma vigorosa. Negli anni seguenti si praticherà la potatura sui rami sbilanciati, danneggiati dal gelo o spaccati dal vento, rovinati da malattie, e poi si ricorrerà piuttosto alla potatura verde o estiva, soprattutto su rami non fruttiferi, cioè con sole gemme a foglia, che appaiono molto lunghi (a volte anche 80-100 cm). Attenzione ai polloni, cioè ai rami che nascono alla base del tronco, detta colletto: vanno sempre eliminati, soprattutto se vengono dal portinnesto.

Sempre durante i primi tre-quattro anni, sulle piante vigorose bisogna procedere alla cimatura del germoglio apicale. Poi si possono piegare i rami, senza spezzarli, per ridurre l’afflusso di linfa e favorire una più rapida formazione delle gemme fiorali. In caso di piante vecchie, invece, si può ricorrere a una potatura di ringiovanimento: molto energica, aiuta a prolungare la vita dell’esemplare e ad aumentare una produzione scarsa. Si procede tagliando i rami più grossi al nodo e spalmando la ferita con il mastice, per proteggere il taglio dai parassiti fungini. In questo modo la pianta è costretta a emettere nuovi tralci robusti, con un bel fogliame e con frutti più grossi (dal secondo anno dopo la potatura).

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA