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Pruno e prugne: poche cure e molto raccolto
Inviato da Redazione GI il 04-04-2011 20:05
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Appartenenti al genere Prunus, i susini coltivati sono di due categorie: susini cino-giapponesi e susini europei. I primi, per via della fioritura precoce sono più adatti al clima del centro e del sud Italia, mentre i secondi hanno una buona resistenza al freddo ma maturano tardi (tra agosto e settembre) e quindi hanno maggiori esigenze idriche.
Sono piante rustiche, adattabili anche a terreni argillosi, compatti o umidi, purché non soggetti a ristagni idrici.

 

 

Le varietà
Le varietà di susino in commercio sono molte, differenti a seconda del colore della buccia (gialla o violacea) e dell'epoca di maturazione. Si consiglia il gruppo delle Regine Claudie, con antiche varietà di susino europeo originarie del Medio Oriente. La capostipite del gruppo è Regina Claudia Verde, dai frutti piccoli, sferici, con buccia spessa, polpa spicca, anch'essa di colore verde. Da ricordare inoltre Regina Claudia Viola, di grande vigoria, con frutti a buccia viola, polpa succosa, violacea, con nocciolo spicco; Regina Claudia Diafana, molto vigorosa e produttiva, con frutti giallorosati, polpa gialla, dolce e succosa; Regina Claudia Trasparente, a frutto verde. Altre antiche varietà di susino adatte al frutteto familiare sono: fra le cino-giapponesi, Formosa, che produce frutti grandi che maturano a fine luglio, con gradevole profumo di albicocca; Morettini 243, a frutto viola-rosso, di forma schiacciata ai poli; Burbank, a frutto rosso con forma di cuore; fra le europee, President, a frutto grosso e ovale, viola chiaro; Casalinga, a frutto ovale viola scuro, ma piccolo; Anna Spaeth, con buccia viola scuro e polpa giallo-rossastra in un frutto ellittico.

Le cure colturali
Un compromesso ragionevole fra la totale lavorazione del suolo e l'inerbimento consiste nel mantenere lavorata soltanto la fila, lasciando crescere l'erba nell'interfilare. Nei primi anni di sviluppo si consiglia la somministrazione di azoto, con apporti annuali di 40-80 g/pianta, frazionati in due o più apporti primaverili. La potatura di produzione è diversa a seconda delle piante. Sui susini cino-giapponesi, che producono sia sui rami misti, sia sui dardi a mazzetto, la potatura è in genere energica e consiste nel diradamento dei rami misti e nell'asportazione di parte dei rami di più anni che portano i dardi. Molte varietà europee, invece, producono prevalentemente sui dardi a mazzetto, presentando un limitato numero di gemme a fiore e una lenta messa a frutto iniziale. Quindi si attua una potatura meno energica, accorciando i rami di più anni che portano i dardi e rinnovandoli gradualmente.


(tratto da "Il pruno, dal fiore al frutto", di Elena Tibiletti, Giardinaggio, aprile 2008)

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