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Piante da esterno: il glicine, versatile e simbolo di amicizia
Inviato da Redazione GI il 30-03-2011 12:24
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Nell’antica Cina, l’attitudine del glicine a saldarsi strettamente con il suo supporto veniva considerata un simbolo di amicizia che niente e nessuno poteva spezzare. Ancora oggi nel linguaggio internazionale dei fiori, il glicine è considerato ambasciatore di affinità elettive e di amicizia.
Sono numerosi i glicini plurisecolari presenti sul nostro territorio. A Santa Margherita Ligure, nel giardino della Cervara (Abbazia di San Gerolamo), il pergolato è coperto da un immenso, vecchissimo glicine. Glicini di impressionante bellezza ed età sono visibili a Villa Carlotta, sul lago di Como, e in quasi tutti i parchi e giardini della zona prealpina, perché in passato non c’era villa senza glicine.
Esistono molti modi per fare crescere il glicine, versatile e con una spiccata attitudine a sopportare le potature, vediamone alcuni (mentre per la potatura rimandiamo a Potatura del glicine: qualche consiglio utile):

Per ottenere la rapida copertura di un muro, si possono usare dei cavi d’acciaio fissati in orizzontale o in verticale, distanziandoli circa 30 cm: serviranno come base per la legatura dei getti. Wisteria sinensis è la specie più idonea per la copertura delle superfici verticali come muri e ringhiere, in quanto la vegetazione è folta e i grappoli di fiori sono corti e compatti. Wisteria floribunda e le altre specie o varietà con grappoli di fiori lunghi sono invece suggerite per archi e pergole: l’effetto “festone” risulta spettacolare, in quanto le infiorescenze pendono oscillando alla brezza, non ostacolate dal fogliame.

La specie di origine cinese
, particolarmente vigorosa, può arrivare a coprire molti metri quadrati: non è raro che un esemplare riesca ad allungarsi in orizzontale per 30, 40 o persino 50 metri, crescendo in altezza fino al quart o quinto piano di un palazzo.

È possibile ottenere anche un glicine ‘autoportante’, in forma di alberello, senza bisogno di supporto. Questa forma, molto decorativa, richiede però interventi regolari di potatura e mantenimento, altrimenti prevale l’attitudine della specie a ricadere o arrampicarsi su un supporto.

Il glicine non trova difficoltà ad arrampicarsi su alberi e conifere, e l’accoppiata risulta spettacolare al momento della fioritura, ma alla lunga la vigoria del glicine può mettere in difficoltà la sua pianta ospite, sia per il maggiore assorbimento di elementi nutritivi dal suolo, sia perché il fogliame folto arriva a soffocare l’ospite togliendo aria e luce.

(tratto da "Glicine, forza e profumo", di Lorena Lombroso, Giardinaggio, aprile 2008)

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