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Coltivare il peperoncino… anche sul davanzale
Inviato da Redazione GI il 27-01-2010 03:33
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Il peperoncino è una pianta annuale (Capsicum annuum) o perenne (C. frutescens) appartenente alla famiglia delle Solanacee. Non va confuso con il Solanum lycopersicon, che ha taglia e fogliame simile e produce ugualmente piccoli frutti tondeggianti di colore arancio-rosso, che però sono velenosi.

Com'è fatta
Si tratta di una piantina erbacea, alta al massimo una cinquantina di centimetri, con foglie oblunghe e appuntite, glabre, e piccoli e delicati fiori bianchi con stami gialli, dai quali, a partire da agosto e fino a novembre, si formano piccoli frutti a bacca cava e ricca di semi, di colore rosso più o meno intenso, di forma da tondeggiante ad allungata a mo’ di cornetto. I frutti vanno staccati recidendo il piccolo con la forbice quando raggiungono il colore pieno, indice di completa maturazione. Si possono seccare in luogo ombroso, fresco e asciutto, smuovendoli spesso per evitare che ammuffiscano; una volta essiccati si possono polverizzare.

I frutti del peperoncino si possono raccogliere anche solo per ricavarne i semi (ogni bacca ne produce almeno una decina). Se si raccolgono, però, la pianta apparirà meno decorativa. Un buon compromesso è dato dalla raccolta verso fine ottobre, poco prima che la pianta deperisca per il freddo. Se i semi servono per la riproduzione, il miglior momento è quello della piena maturazione, che andrà individuato a seconda della varietà. I semi possono essere estratti dal frutto maturo o anche già un pochino essiccato, ma dovranno essere stesi ad asciugare accuratamente, con una temperatura tiepida e ambiente possibilmente ventilato. Una volta ben essiccati si disporranno in bustine di carta (preferibilmente) o di plastica, adeguatamente etichettate e poi conservate in ambiente fresco ed asciutto fino alla semina successiva.

 

 

Coltivarlo è facilissimo
È una delle piante più facili da coltivare: non solo ha pochissime esigenze, ma si adatta anche all’ambiente del vaso di piccole dimensioni (minimo 16 cm di diametro per una singola pianta), rendendo possibile la coltivazione perfino sul davanzale di cucina. Inoltre, la sua decoratività permette di “mescolarlo” ai vasi delle vere piante ornamentali sul balcone e sul terrazzo. Naturalmente cresce benissimo anche in giardino, dove si può alternare alle piante da fiore per un gradevole effetto ornamentale, o nell’orto.
Si può partire dalla semina, che deve avvenire a metà marzo nel Sud e a metà aprile nel Nord Italia, con trapianto un mese dopo, in posizione soleggiata, su terreno fresco e ricco di humus, che va concimato regolarmente per tutta l'estate con un fertilizzante a prevalenza di potassio.
Richiede molta acqua, soprattutto al momento del trapianto e della produzione dei fiori, ma non tollera i ristagni idrici: il substrato dovrà essere molto ben drenato. Attenzione alle piante in vaso: nei periodi di maggiore calura tendono ad appassire facilmente se non vengono bagnate adeguatamente.

Malattie e parassiti
Il peperoncino non ha particolari nemici. Se le foglie cadono senza scolorirsi e qualcuna presenta macchie scure, è l’eccesso d’acqua o di calore. Il terriccio non deve mai inzupparsi: sospendete le irrigazioni finché sta per asciugarsi quasi del tutto, ma se non migliora dopo due giorni, trapiantate in substrato asciutto. Spostate la pianta in un punto fresco e ventilato. Se invece vedete piccole mosche bianche appoggiate sulle foglie e che, se urtate, volano via per poi tornare, si tratta della mosca bianca delle serre (aleurodide). Trattate subito con un insetticida (meglio biologico se intendete consumare i frutti).

 

 

Alcune varietà di peperoncino piccante
La specie più diffusa è Capsicum annuum, cui appartiene la maggior parte delle varietà dolci o solo moderatamente piccanti. Le altre specie coltivate sono Capsicum frutescens (come il Tabasco, base dell’omonima salsa), Capsicum chinensis (cui appartiene il temibile Habanero), Capsicum baccatum e Capsicum pubescens (come il peruviano Rocoto).

Ancho: popolarissimo in Messico, è cuoriforme, rosso-arancio, dal sapore dolce e fruttato. Quand'è ancora verde assume il nome di “Poblano” e può essere consumato fresco.

Aji: è il tipico peperoncino peruviano, di colore rosso e sapore molto piccante.

• Cayenna: uno dei peperoncini più piccanti al mondo, ha colore verde o rosso, profumo intenso, tipico della tradizione africana e caraibica.

Guajillo: peperoncino messicano color cacao, di forma ricurva, sapore dolce ottimo per le salse.

Habanero: coltivato nello Yucatan e nei Caraibi, ha forma di lanterna, colore arancio o rosso, è piccantissimo.

Jalapeño:è il peperoncino messicano più conosciuto in Europa, verde scuro, e moderatamente piccante, consumato preferibilmente in salamoia.

Prik Chee: piccolo, verde, giallo o rosso secondo la maturazione, è mediamente piccante, tipico della cucina thailandese.

Pasilla: peperoncino Messicano lungo e sottile, bruno, dal sapore di liquirizia, utilizzato in salsa per accompagnare frutti di mare.

Serrano: di colore verde vivo o rosso è una varietà molto piccante, ottima per insalate e marinate.

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