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Coltivazione delle magnolie primaverili: poche e semplici regole
Inviato da Redazione GI il 23-03-2011 12:14
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Nei climi freschi, con suolo tendenzialmente acido e mai arido, con generose irrigazioni estive nei primi due-tre anni, l’attecchimento e lo sviluppo sono favoriti, ma da adulta la pianta resisterà bene anche alla siccità estiva.

Il bello delle magnolie primaverili è la loro chioma irregolare ammantata di fiori: è dunque necessario lasciare spazio a sufficienza per un ottimale sviluppo, anche perché è meglio potare il meno possibile; i tagli si limitano esclusivamente alla pulizia da rami danneggiati o troppo sporgenti.

Le magnolie caducifoglie consentono un’ottimale illuminazione del suolo in inverno: potrete quindi coltivare sotto la loro chioma fioriture precoci quali tulipani, narcisi, crochi e anemoni, piante che sbocciano in simultanea con la magnolia e poi vanno in riposo quando appare la fitta corona di foglie, che renderà però difficile se non impossibile la crescita di un prato impeccabile.

In autunno, le foglie coriacee cadono dopo aver assunto sfumature gialle; vanno raccolte subito perché difficilmente si decompongono e non sono adatte al compostaggio se non in piccola proporzione con altro fogliame, e solo ben tritate.

La riproduzione della magnolia non è faccenda per frettolosi. Il seme germoglia con estrema lentezza e la riproduzione per margotta è altrettanto lenta; si tratta però di una pianta ampiamente coltivata in Italia, e i giovani esemplari hanno costi accettabili. Conviene, quindi, acquistare piante già pronte per il trapianto nella posizione definitiva, in quanto non amano i traslochi.

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