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Forte dei marmi, dove il verde è un capolavoro
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
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Quella del 1952 fu un’estate rovente, e non solo per le temperature raggiunte dalla colonnina di mercurio. In quell’estate torrida Carlo Carrà passeggiava per Forte dei Marmi con tavolozza e colori, alla ricerca di scorci ed emozioni da raccontare nei suoi quadri. Ad affascinarlo fu soprattutto l’atmosfera rarefatta che avvolgeva il corso d’acqua che attraversa la zona residenziale di Forte, il Fiumetto che scorre nei pressi di Via Roma Imperiale. Da qualche anno il tratto del corso d’acqua tanto caro al pittore, quello del ponte di via Leonardo da Vinci e dei giardini antistanti, è stato riconosciuto parte del patrimonio storico e artistico del nostro Paese e tutelato con un vincolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Pedalando sotto i pini del Granduca

Ma non è solo il Fiumetto che a Forte dei Marmi può stuzzicare la curiosità di un appassionato di verde e fiori. Basta pensare alla zona di Roma Imperiale, costellata da grandi ville firmate da nomi come Michelucci e Ponti. L’area, al confine con il comune di Pietrasanta e con il suo strepitoso parco della Versiliana, è ricoperta da una fitta vegetazione di pini marittimi e domestici (con esemplari che raggiungono i trentacinque metri), residuo delle piantumazioni effettuate dal Granducato di Toscana per la produzione di legname e per creare un sistema frangivento che potesse salvaguardare il suolo retrostante. Qui si trova Villa Giulini, e poco distante il giardino di Villa Moratti che ripropone la tipologia del “giardino rurale”, caratteristico della casa-fattoria settecentesca cui appartiene. Il campo è coltivato a vigna, mentre l’ingresso è protetto da piante d’alto fusto che regalano zone d’ombra e refrigerio. La sobrietà del casolare è vivacizzata dalle cospicue coltivazioni in vaso di gerani, petunie, surfinie e verbene, oltre che da alcuni cespugli di rose rampicanti.

 

Un platano da Guinness, un pero che ama il mare e una vigna nascosta

I vacanzieri del Forte trascorrono gran parte delle ore diurne negli stabilimenti balneari, i cosiddetti “Bagni”, dove i semplici capanni che Carrà amava dipingere sono stati sostituiti da tende e ombrelloni esclusivi. Accanto a questi, abbondano spazi verdi e fioriti. Pedalando sul lungo mare, da ponente a levante, si incontra Bagno La Fenice: attorno alla grande piscina sono state create siepi di gelsomino, mirto e rosmarino, punteggiate da palme nane. Sulla spiaggia fiorisce la plumbago, mentre il gazebo sotto cui si rilassano gli ospiti è circondato da cespugli di rose rampicanti, giovani ma molto promettenti. Accanto a dei vasi di mandevilla, cresce vigorosa una meravigliosa siepe di gelsomini che contrasta cromaticamente con il rosso carminio di un ciuffo di gerani. Si susseguono lavande, pittosfori, limoni, ibiscus e una grande bignonia. Sulla spiaggia, quando è in piena fioritura, lascia a bocca aperta una distesa di portulache coloratissime. L’insegna del Bagno Roma Levante è incorniciata da palme, fichi d’india, salvie, rosmarini, oleandri e lantane, mentre il piccolo, familiare, Bagno Marco nasconde una curiosità: un pero che cresce sulla sabbia tra le cabine. Aperitivo tra i profumi della duna La sorpresa più grande in fatto di bagni “verdi”, arriva però dal Bagno Angelo Levante, nella zona di Vittoria Apuana. Qui, appena varcato l’ingresso ci si trova in un vero e proprio giardino botanico: una accanto all’altra, organizzate scientificamente secondo il principio della ripartizione della vegetazione spontanea dunale e di quella retro-dunale, accanto alle raffinate tende verde salvia crescono sulla sabbia lo sparto pungente, la soldanella, il giglio marino, la rughetta delle spiagge, la centaura (fiordaliso del Tirreno), l’euforbia delle spiagge, l’elicriso, l’erba medica del litorale e quella marina, la silene colorata e la camomilla di mare. Mentre vicino alle cabine e al ristorante, ecco l’olivella, il lentisco, il ginepro, il mirto, l’alloro , il corbezzolo, il leccio e il rosmarino.

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