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Geranium, liberi per natura
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
Geranium apertura

Da non confondere con i diffusissimi Pelargonium utilizzati ovunque come chiamati erroneamente ‘gerani’, i veri Geranium erano già noti in Europa nel 1600 ed inizialmente coltivati negli orti officinali, in breve tempo però la loro natura generosa li rese presenze apprezzate nei giardini. Tutti offrono prolungate fioriture primaverili ed estive con fiori semplici ma aggraziati di varie dimensioni, composti da cinque petali in formazione a coppa o piatta, che sembrano fluttuare sopra il fogliame grazie agli steli leggeri. La gamma dei colori comprende bianco, azzurro, rosa, fucsia e violetto. Spiriti liberi per natura, i Geranium si esprimono al meglio se è loro permesso lo sviluppo impulsivo e spontaneo.

Le virtù dei tappezzanti

Il primo gruppo riunisce erbacee ed annuali a tendenza tappezzante, con fogliame decorativo talvolta finemente inciso, che variano da 10 a 80 cm in altezza e diametro e formano generalmente cespi densi e arrotondati. Si prestano come esemplari isolati o in gruppo, in associazione a trame contrastanti, come cordoli sui muretti, lungo i sentieri o nella parte anteriore delle bordure. Le forme a dimensioni contenute sono tradizionalmente utilizzate in Inghilterra per coprire il terreno alla base delle aiuole di rose perché mantenendosi bassi formano una colonia ordinata. G. sanguineum, comune in Europa e nei boschi di tutta la nostra penisola, è un’altra specie erbacea di dimensioni contenute ma crescita rapida tramite rizomi, molto attraente per le foglie minute e profondamente lobate e i piccoli fiori cremisi, delicatamente venati e rivolti in alto, che appaiono quasi tutta l’estate.

La vegetazione di G. phaeum raggiunge circa 50 x 50 cm, è soprannominato ‘mourning widow’ (‘vedova in lutto’) per i piccoli fiori bruno porpora portati in successione da steli eretti (80 cm) in tarda primavera. Cresce bene all’ombra e produce spontaneamente ibridi con sfumature di colore diverse, la varietà G. p. var. phaeum ha fiori molto scuri, quasi neri, mentre G. p. 'Variegatum' offre fogliame marginato di bianco. Le fioriture blu più spettacolari sono offerte da G. magnificum, G. hymalayense (sin. G. grandiflorum), G. h. ‘Plenum’e G. ibericum, tutti a fogliame denso e di buon portamento e il classico G. 'Johnson's Blue', i cui fiori azzurri possono apparire da inizio estate all’autunno, al sole o a mezz’ombra.

Striscianti, meglio in compagnia

La seconda categoria consiste principalmente di esemplari erbacei privi di portamento definito, con steli lunghi e sottili, semiprostrati e striscianti, che per sostenere i fiori (di solito più grandi) si servono del supporto fornito da altre piante. Questa abitudine è già evidente in G. pratense (e in tutti i suoi ibridi), una specie a fiori blu o bianchi che si sviluppa spontaneamente nei prati incolti in collina e nei pascoli alpini, dove riesce a farsi strada tra una fitta competizione. Sorprendenti per le dimensioni della corolla azzurro cielo con macchia bianca centrale e venature rosse G. wallichianum 'Buxton's Variety' e ‘Rozanne’ sono gli ultimi ad emergere in primavera da grosse radici a fittone, ma si accrescono rapidamente e fioriscono fino all’autunno. Esistono infine alcune forme insolite e non rustiche da utilizzare nelle zone miti o da ritirare nella stagione fredda, come G. tuberosum (30x30cm), perenne da tubero originaria dell’Europa meridionale (compresa tutta l’Italia), con masse di grandi fiori blu violetto, amante del sole e dei terreni caldi ed asciutti, si adatta quindi a giardini rocciosi, contenitori o fessure nei muri a secco.

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