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Scenari Lunari tra le Pale di San Martino
Inviato da Nicola il 05-09-2018 15:50
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Dominano incontrastate, maestose ed eleganti. Ovunque si giri lo sguardo, eccole, a toccare il cielo alcune sfiorando, altre superando i tremila metri di altezza. Sono le cime che formano le Pale di San Martino, il più esteso gruppo montuoso delle Dolomiti. Le celebri montagne, dal Cimon della Pala alla Vezzana, dalla Rosetta alla Pala, dal Sass Maor alla Madonna, via via passando per la Cima Canali fino ad arrivare alla liscia parete dell’Agnèr, formano una corona circolare che delimita un vasto altopiano di circa cinquanta chilometri quadrati di pra roccia calcarea, puntellata qua e la da potentille, raponzoli, papaveri gialli, sassifraghe, genziane e stelle alpine. e fanno da sfondo ideale al lago di Calaita.
Dagli anni ’60 dell’800, terra di conquista per i primi scalatori inglesi e tedeschi, poi via via culla dei grandi trionfi alpinistici con “classiche” tra le più famose delle Alpi: la via Solleder al Sass Maor, lo Spigolo del Velo e quello del Sass d’Ortiga, la Buhl alla Canali e grazie ai molteplici sentieri, agli impianti di risalita e ai rifugi in quota, sono accessibili anche ai semplice escursionista che può ammirare un panorama che spazia dalla Tognola a Punta Ces, a passo Rolle, ai grandi gruppi dolomitici: dalla Marmolada all’Antelao, al Pelmo, al Civetta.

Ma ciò che affascina tutti è soprattutto l’Altipiano delle Pale
L’Altopiano centrale delle Pale di San Martino è vastissimo e nascosto; il pianoro non è uniforme e piatto, ma obbliga a districarsi fra conche, risalti e deviazioni per evitare profonde crepe nella roccia. L’Altopiano è lungo circa 10 chilometri e largo 5 e si distende a una quota fra i 2500 e i 2700 metri. La natura rocciosa di quest’incredibile ambiente, inserito per gran parte nel territorio del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, lascia ogni spettatore senza parole così oggi come ieri, quando celebri alpinisti a fine ottocento lo scoprirono per la prima volta. Memorabili i ricordi e le impressioni dello scrittore e impavido alpinista Dino Buzzati, il quale ispirato dallo spettacolo dell’Altipiano scrisse Il deserto dei tartari. Per chi vuole vivere in prima persona l’emozione di scoprire le Pale di San Martino Dolomiti Patrimonio UNESCO vivendo l’esperienza unica di una vacanza da rifugio a rifugio sull’Altopiano, imperdibile il Palaronda Trek, una delle proposte top dell’estate. Due le versioni tra cui scegliere: il Palaronda Soft Trek, che prevede percorsi adatti a tutti, e il Palaronda Hard Trek per gli escursionisti più esigenti.

Per maggiodi dettagli consultare il sito

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