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Dalie, regine di fine estate
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
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La storia delle dalie è antica e avventurosa. Originaria delle maestose montagne del Messico e del Guatemala, era il fiore prediletto dagli Aztechi: multicolore e sgargiante, era il simbolo stesso della loro terra, amato per la sua bellezza e apprezzato per la sua utilità. Quando giunse in Europa, la dalia nel 1790, fu scambiata per una verdura a causa delle sue grosse radici tuberose simili a patate americane. Visto il sapore assai sgradevole, non ebbe però molto successo. Appena sbocciò, però, gli appassionati e i botanici cambiarono idea, folgorati dal suo splendore. La dalia, ancora rara ed esotica, divenne in breve oggetto di una vera e propria passione maniacale.

Questione di radice
Appartenente alla grande famiglia delle Composite, la dalia è una perenne erbacea o suffruticosa, dai fiori vistosi e solitari, presenti in moltissime tinte accese. Le foglie sono aromatiche, grandi, dentate, di colore lucido. Non si tratta di una vera e propria bulbosa, ma di una pianta dalle radici tuberiformi: a differenza dei bulbi, le radici da sole non possono dare origine ad una piantina e hanno bisogno di una porzione di fusto della vecchia pianta. Facile da coltivare, la dalia rimane fiorita a lungo. Fra i suoi pregi c’è l’ampio ventaglio di taglie.

Un caleidoscopio di forme
Ciò che stupisce è però la molteplicità delle forme, distinte in ben 12 gruppi. Accanto alle dalie a fiore semplice e grande, ci sono quelle a fiore doppio o semidoppio. Le dalie ‘a fiore di cactus’ e ‘semicactus’, dai petali lunghi, stretti e tubolari, avvolti su se stessi e incurvati, sono le migliori per avere fiori recisi, simili alle dalie 'frangiate', che però hanno i petali con punta a frangia.
Imbattibili per formare macchie di colore nelle bordure sono le dalie ‘decorative’ e le bellissime dalie ‘a collaretto’. Ideali per formare aiuole e rivestire scarpate, le ‘pompon’ si fanno notare per i capolini sferici, che possono essere grandi (fino a 30 cm) o piccolissimi (fino a 5 cm), con petali arrotolati a nido d’ape. Altri gruppi prendono il nome dai fiori evocati dalle forme che assumono i magnifici capolini delle dalie: ‘a fiore d’anemone’ (fiori semidoppi, petali esterni diritti e allargati, petali interni corti e a nido d’ape), ‘a fiore di ninfea’ (a forma di coppa allargata con petali disposti su più strati) e ‘a fiore di peonia’ (capolini doppi, a coppa, petali larghi e allungati).
A un’estremità della scala ci sono le ‘mignon’, alte al massimo 30 cm, adatte per la coltivazione in vasi e cassette, per il primo piano delle bordure e per i giardini rocciosi, a fiore semplice o doppio. All’altra estremità, la specie più grande è la Dahlia excelsa, che può crescere fino a 7 m e assume l'aspetto di un vero e proprio albero, con fusto legnoso. È seguita da D. imperialis, che raggiunge i 5 m di altezza: anch’essa è da riservare ai climi caldi, dove fiorisce in autunno in un delicatissimo bianco lilla.

 

 

Ecco il nostro video tutorial sulla messa a dimora delle dalie:

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