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Fiori dal cemento
Inviato da Marianna Merisi il 04-03-2011 17:40
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In una corte cremonese tra il Po e l’Oglio, anche i muri fioriscono di petunie e speronelle. E a riempire i vuoti, un susseguirsi meticoloso di essenze in vaso e in terra.


Appena le giornate cominciano a diventare tiepide e la primavera ad affacciarsi, la signora Francesca, oramai da diversi decenni, innaffia le crepe che si aprono sottili nel cemento della sua corte, nella speranza che si rinnovi la sorpresa. È in virtù di questa pratica semplice e premurosa, ripetuta ogni giorno fino all’autunno, che petunie e speronelle nascono e crescono con vigore. E questo spazio, sterile e vuoto nella stagione invernale, rispunta in primavera vivace e rigoglioso. Basta poco, infatti, perché le crepe fioriscano da semi scappati da vasi e giardini, o portati dal vento. Entrare nella stagione estiva in questa corte chiusa su ogni lato è come affacciarsi su un luogo magico, dove la natura ha fatto quasi tutto da sé. A ridosso delle quattro pareti la padrona di casa ha realizzato un giardino meticoloso dove si possono trovare agrumi in vaso, oleandri, pelargoni e persino una vasca di ninfee. Nello spazio centrale tutto è invece lasciato al caso. È l’andamento delle fessure nel cemento a definire una sorta di geometria obbligata. Qui petunie e speronelle si sono incontrate a creare scenari ogni anno diversi, ma sempre sorprendenti e in tonalità di colore talmente in sintonia da sembrare il frutto di un’accurata progettazione.

 

Delphinium ajacis appartiene alla famiglia delle Ranuncolaceae. È una pianta annuale che ha bisogno di sole o mezz’ombra. Fiorisce da giugno a settembre sulle tonalità dei bianchi, rosa e blu. A proposito dei suoi colori Donald Parret scrive: “I colori base dei Delphinium sono tranquilli, non troppo accesi, ma ugualmente ricchi di sostanza. Sono colori non vistosi, che soddisfano senza stuccare mai”. Donald Parret, Delphinium, Penguin Books, Londra 1961 in Ippolito Pizzetti, Fiori e Giardino, Garzanti, Milano 1998. È opportuno specificare che il genere Delphinium ha una certa tossicità, anche se questa specie in misura minore rispetto ad altre. Petunia hybrida appartiene alla famiglia delle Solanaceae. Con il termine Petunia hybrida ci si riferisce a un gruppo di ibridi ottenuti dall’incrocio tra le due specie Petunia violacea e Petunia nyctaginiflora. Pianta perenne originaria dell’America sud-occidentale, da noi viene coltivata come annuale a causa della sua scarsa resistenza al freddo. Ama stare in situazioni soleggiate, ma attenzione alla siccità che la espone all’attacco del ragnetto rosso! La sua abbondante fioritura dura dalla primavera all’autunno. Sarebbe opportuno eliminare i fiori appassiti, che rischiano di rovinare i nuovi boccioli e le foglie vicine. Petunia hybrida comprende una gamma di colori molto vasta. Particolarmente interessante è l’effetto prodotto nel giardino sopra descritto, dove l’ibridazione tra le piante ha creato una varietà di colori sulla stessa tonalità. Da non sottovalutare il loro aroma: “Hanno un profumo delicato, ma assai gradevole, che emettono soprattutto la notte, attirando ogni genere di farfalle notturne”. Ippolito Pizzetti, Fiori e giardino, Garzanti, Milano, 1998.

 



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