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I Giardini di Castel Trauttmansdorff
Inviato da Nicola il 28-06-2018 17:09
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Suddivisi in quattro aree tematiche, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano, su una superficie di 12 ettari, più di 80 paesaggi botanici con piante da tutto il mondo. La loro posizione panoramica è unica: a forma di anfiteatro naturale, si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Grazie al clima mite del territorio, questo è il luogo ideale per un giardino botanico che offre la possibilità di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali sono esemplari rari. Meravigliosi tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione.

Le pecore Zackel Ungheresi, ad esempio, si trovano in un recinto nella parte meridionale dei Paesaggi dell’Alto Adige. Oggi sono una razza protetta, la peculiarità sono le corna sporgenti disposte a V ed elicoidali come un cavatappi. Le capre di Montecristo invece sono su un ripido pendio vicino alla Passeggiata di Sissi, mentre i due esemplari maschili di alpaca brucano pacificamente l’erba in varie aree del parco, aiutando così i giardinieri nella potatura dei prati. Dei teneri esemplari di porcellini d’India si trovano nei Paesaggi dell’Alto Adige, in un recinto con conigli e galline.

Il Terrario nella parte posteriore della Serra invece ospita insetti affascinanti come le formiche oricoltrici, che hanno morfologie diverse in base alla loro “professione” (regine procreatrici, soldatesse, tagliafoglie e coltivatrici di funghi) e il loro habitat suddiviso in “stanze”. Queste formiche coltivano il loro “orto” di funghi, che rappresenta la loro fonte di sostentamento (stanza di coltivazione). A loro volta esse nutrono il fungo con particelle vegetali che raccolgono (stanza di alimentazione) e sminuzzano per formare delle minuscole palline. Senza il fungo, gli insetti morirebbero di fame e quindi il fungo viene curato e protetto con grande attenzione dalle coltivatrici. Le misure igieniche nel formicaio sono sorprendenti: delle operaie, per lo più anziane, trasportano i rifiuti patogeni in speciali stanze (stanze dei rifiuti).
Grandi e bambini potranno anche leggere semplici spiegazioni sulla vita delle formiche oricoltrici e interessanti curiosità, collocate di fianco a ciascuna vetrata.

Sempre nel Terrario trovano ospitalità lucertole, un’iguana verde, che spesso trascorre intere giornate adagiato sullo stesso ramo, insetti coloratissimi e cangianti come le Cetonie, come quelle tipiche dell’ Alto Adige. Dorate e dal colore verde luminoso, gli affascinanti insetti-stecco e insetti-foglia, veri maestri nella mimetizzazione e le temibili locuste del deserto, conosciute già nell’antichità come piaga biblica perché, unite in grandi sciami, sono in grado di devastare zone molto ampie distruggendo i raccolti.

Nella zona dei Boschi del Mondo inoltre si trova la Voliera che, in una superficie di 80 metri quadrati per 10 metri di altezza, è popolata da pappagalli Lori e Ara dai colori sgargianti, che cantano allegramente per tutto il giorno. Sebbene siano originari dell’Asia sudorientale o dell’Australia, questi pappagalli si sono adattati perfettamente alle condizioni climatiche di Merano.

Nella parte dedicata ai Paesaggi dell’Alto Adige si trova il gigantesco Alveare, con all’interno una libera riproduzione di un’arnia in paglia intrecciata che può essere aperta, consentendo ai visitatori, al riparo dietro un vetro, di osservare una colonia di circa 60.000 api al lavoro. Attraverso un piccolo condotto sul retro dell’arnia, le api possono volare all’aria aperta.
Poco lontano dall’Alveare c’è l’Orologio delle Libellule che, tramite alcune illustrazioni, indica le singole specie presenti nei Giardini e i possibili periodi di volo durante l’anno attraverso delle barre blu e azzurre.

La Vetrina sull’Alpenzoo di Innsbruck, infine, è collocata nei pressi dell’Area semidesertica e offre la possibilità di ammirare da vicino, in un habitat allestito in modo naturale, i colubri d’Esculapio, serpenti non velenosi originari dell’Europa meridionale, tipici dell’Alto Adige.


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