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Incanto sulla riva del fiume: il parco giardino Sigurtà
Inviato da Alessandra il 27-04-2018 12:23
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Colori e ampi spazi in un giardino curato con perizia e infinito amore. 

 

 

Ville e giardini sono spesso creati dopo un’attenta pianificazione, un progetto che inizia con un acquisto meditato e si corona con l’esecuzione vera e propria. Nel caso di questo vasto Parco Giardino, situato a Valeggio sul Mincio, in Veneto, la nascita si deve stranamente a… un calesse! Siamo nel 1941: il Dott. Carlo Sigurtà deve recarsi frequentemente alla stazione ferroviaria di Desenzano sul Garda, ma la scarsità di benzina a causa del conflitto mondiale lo obbliga a trovare soluzioni alternative all’automobile. Decide quindi di recarsi a Valeggio sul Mincio allo scopo di acquistare un calesse, poiché la cittadina era nota per gli eccellenti artigiani dediti alla loro costruzione. Durante la sua permanenza, Carlo Sigurtà riceve un’offerta per l’acquisto di una tenuta agricola  di vaste dimensioni, circa 60 ettari; la decisione è quasi immediata e l’affare si conclude in breve per la cifra di 800.000 delle vecchie lire. Poco più tardi, tuttavia, emerge un particolare rilevante: la tenuta è priva d’irrigazione. Fortunatamente, dopo qualche tempo, viene ripristinato un antico diritto di attingere acqua dal vicino fiume Mincio; il prezioso elemento fa letteralmente rinascere l’arido paesaggio collinare della tenuta che, col tempo e con grande impegno, si trasforma in un meraviglioso e rigoglioso spazio verde. Dopo qualche anno di utilizzo privato da parte della famiglia Sigurtà, il Giardino apre le sue porte al pubblico nella primavera del 1978. Perché la singolare denominazione di Parco Giardino, si chiedono in molti? La definizione deriva dalla felice convivenza di uno storico Parco seicentesco con alberi d’alto fusto e il Giardino creato successivamente grazie all’introduzione di numerose piante ornamentali.

VASTI SPAZI E COLORI

La nostra passeggiata inizia percorrendo il lungo Viale delle iris, ombreggiato da pioppi cipressini e qualche betulla, viale detto anche delle Fontanelle per la presenza di sei piccole fontane in pietra scolpite; migliaia di iris ma anche crochi, narcisi e gigli disegnano lineari note di colore accompagnando i nostri passi. Il lungo viale che percorriamo si estende per circa un  chilometro e scorre parallelo a un altro punteggiato invece di pini, con l’intermezzo di una superficie prativa. Volendo visitare il lato nord-est del Giardino e ammirarne la vegetazione, si può proseguire salendo per il cosiddetto Viale della Boschetta, seguire la Curva delle Ortensie e tornare leggermente indietro per arrivare, infine, all’Eremo. Se, invece, si vuole abbreviare il percorso, si può arrivare quasi direttamente all’Eremo poco oltre il termine del lungo viale inizialmente percorso. L’Eremo – Eremo di Laura sarebbe il nome completo e originario – in stile neogotico, fu costruito verso la fine del Settecento dal Marchese Antonio Maffei. All’esterno, sostiamo un po’ per leggere il testo inciso sulla lapide dedicata alla Contessa Anna Nuvoloni Maffei, con le commoventi parole a lei dedicate da parte dei figli.

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